Prezzo della Crisi del 24-05-2011: 'Fincantiere mette in crisi il Governo'
di Fabio Sebastiani
Il Comune di Castellammare di Stabia rivoltato come un calzino, la statale Sorrentina bloccata in due diverse riprese; Genova, attraversata dalla protesta delle tute blu contro la prefettura, ad un passo dallo sciopero generale chiesto addirittura dallo stesso sindaco, Marta Vincenzi; e infine il casello autostradale di Sestri Levante bloccato dalla protesta dei lavoratori.
Oggi è stata una giornata di rivolta generale da parte dei lavoratori di Fincantieri. Le tute blu dei cantieri navali si sono trovati di fronte un piano “lacrime e sangue” che butta fuori duemila e cinquecento persone. Più o meno quante ne butta fuori la Fiat. Il Governo questa volta non potrà far finta di niente perché il suo ruolo non è quello dello Stato assistenziale. Questa volta è in gioco davvero la politica industriale. Primo, perché quello dei cantieri navali non è un settore privato in senso proprio. E la sua storia lo dimostra. Secondo, perché la vicenda Fincantieri attraversa la maggioranza politica dell’esecutivo come non mai. Non a caso la Lega sta cercando di dividere i siti produttivi del Nord da quelli del Sud, giocando al massacro su base regionale.
A parte questo, dai lavoratori è venuto un segnale politico chiaro: non si faranno trascinare in un vortice di incontri inconcluldenti. Al tavolo convocato per il 3 giugno non vogliono il ministro Paolo Romani ma Giulio Tremonti o Gianni Letta: i vertici dell’esecutivo. I lavoratori hanno capito che stavolta non c’è spazio per dare modo al Governo di sfilarsi. Se vogliamo è un po’ la chiusura definitiva di una fase. La fase in cui Silvio Berlusconi ha pensato di affontare la crisi lavandosene le mani. A questo giro non potrà e non dovrà andare cosi. A questo giro il mondo del lavoro impone i suoi tempi alla politica.
Non si tratta solo, come pensa Raffaele Bonanni, di salvare posti di lavoro ma di cominciare a disegnare una prospettiva. Stavolta quello che potrà fermare i lavoratori è solo una crisi di Governo.
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