Prezzo della Crisi del 10-06-2011: 'Nell’Europa Rainbow l’Italia è grigia'
di Ylenia Sina
Lady Gaga di certo sta aiutando. La famosissima cantante americana ogni volta che si muove fa notizia e anche per l’EuroPride romano la decisione della star di esibirsi sul palco del Circo Massimo al termine della parata di sabato prossimo sta facendo fare il giro del mondo all’appuntamento lgbtqi. Anche la stampa italiana sembra non aver perso l’occasione: dare la notizia dell’EuroPride certo, ma contando sull’immagine fotogenica, e anche un po’ piccante di una Lady Gaga avvezza a trovate scandalose che piacciono tanto ai lettori orfani delle cronache del bunga bunga. In realtà approfondire il perché la cantante abbia deciso di schierarsi a favore dei diritti di gay, lesbiche e transessuali in Italia potrebbe risultare molto meno accattivante. Si, perché se i colori dell’arcobaleno, che per l’occasione dipingono le porte di ingresso della città eterna, sono il simbolo del variegato universo lgbtqi, passeggiando tra gli stand dell’EuroPride Park 2011 ci sono altri colori altrettanto rappresentativi per il medesimo universo. Una carina geografica dell’Unione Europea dal titolo Rainbow Europa (maggio 2011) preparata dall’Ilga Europe, International Lesbian and Gay Association, riporta uno studio sulla situazione dei diritti legali e dell’uguaglianza concessa agli omosessuali nei diversi paesi europei. Sottolineando naturalmente anche quelle regioni in cui vengono messe in atto pesanti discriminazioni e violazioni dei diritti umani nei loro confronti. Dal giallo al verde scuro, il massimo del rispetto, la scala per i primi. Dal rosso chiaro al bordeaux-quasi nero i secondi. Così se paesi dell’Est europeo come Russia, Ucraina e Moldavia, nettamente rossi, sono separati dalla civile Europa verde da una fascia di paesi “gialli” come Polonia (dove comunque ci sono dei grossi problemi a dichiararsi omosessuali), Romania, e Bulgaria, l’Italia è tristemente grigia. Zero. Semplicemente in Italia non c’è nessun diritto per gli omosessuali. E, vista l’ennesima bocciatura della legge sull’omofobia in Commissione Giustizia, nemmeno nessun interesse a tutelare i diversi orientamenti di genere dalle violenze e dalle discriminazioni che subiscono. Forse questo assume ancor più valore se pensiamo che Città del Vaticano, influente per qualsiasi governo in carica, sta a quota meno due in linea con la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaijan. Insomma, passano le stagioni politiche e i governi, ma la famiglia rimane sacra per tutti.
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