Prezzo della Crisi del 24-06-2011: 'Carceri nell’illegalità'
di Ylenia Sina
I detenuti presenti nelle carceri italiane al 31 maggio 2011 sono 67.174. La capienza regolamentare è di 45.551. Potrebbe bastare questo dato diffuso dall’associazione Antigone nel rapporto Carceri nell’illegalità – La torrida estate 2011 presentato il ieri per capire in quali condizioni versano le carceri italiane. Leggendo fino in fondo quel dossier si capisce che nemmeno i numeri riescono a dare una forma alla realtà che vivono i carcerati del nostro paese, civile. Sovraffollate e sporche. Ecco la fotografia drammatica di un sistema discutibile. Perché, come spiega il rapporto, secondo la corte europea dei diritti umani quando un detenuto dispone di meno di 3mq siamo davanti a tortura.
Nel carcere di Asti in celle singole misuranti 4,46 per 2,43 vivono due detenuti con finestre munite di doppie grate apribili solo in parte e un bagno senza acqua calda e senza finestra. Il tutto per 20 ore al giorno.
Nella Casa Circondariale di Bari in celle dove al massimo dovrebbero essere ospitati 6 detenuti ve ne sono 20, con la conseguenza che alcuni di loro dormono a un palmo dal soffitto.
Nella Casa Circondariale di Brescia, capienza regolamentare di 206 detenuti per un totale di 550 presenti, in una cella di non più di 30 metri quadri vivono in 15 detenuti di varie etnie che a fatica riescono a muoversi. Il tutto per 20 ore al giorno.
Nella Casa Circondariale di Milano, San Vittore in celle di 7 metri quadri sono stipati 6 detenuti che dormono su letti a castello a tre piani che occupano quasi tutto lo spazio tanto da impedire ai detenuti di stare in piedi tutti contemporaneamente. Il tutto per 20 ore al giorno.
E l’elenco degli esempi riportati è ancora lungo. E non è solo lo spazio a disposizione a ledere i diritti dei detenuti presenti nelle celle. Nel dossier si parla dei materassi rotti, consumati e sporchi della casa Circondariale di Livorno dove la scabbia e la tubercolosi sono in aumento. Si parla degli scioperi della fame a staffetta tra i detenuti della Casa Circondariale di Marino del Tronto per la mancata fornitura di sapone e carta igienica.
Per l’arrivo della stagione estiva l’associazione Antigone lancia l’allarme e propone alcune regole per mantenere il “minimo indispensabile per la dignità e i diritti umani”. Tra questi la necessità di passare almeno 12 ore fuori dalla cella e con un relativo aumento delle ore da passare all’aria aperta, colloqui da potersi effettuare con i parenti anche il sabato e la domenica, la libertà di potersi fare la doccia più di una volta al giorno, disponibilità di ghiaccio in sezione per conservare il cibo e raffreddare le bevande.
Ecco le condizioni in cui vive la popolazione detenuta in questo paese. Che per il 37% è straniera e per il 36,9% è in carcere per violazione a leggi delle droghe.
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