Prezzo della Crisi del 06-07-2011: 'Nessuna censura in rete e fuori. L'8 luglio a Genova si incontrano le 'voci libere' dell'informazione.'
di Fabio Sebastiani
Novantamila contatti. E’ il primo traguardo che la “Notte della Rete” ha totalizzato nella giornata di protesta contro i provvedimenti-bavaglio di Agcom. Novantamila internet-spettatori si sono avvicendati nelle oltre tre ore e mezza di diretta web organizzata da Agorà digitale e decine di altri soggetti attivi nella tutela dei diritti. La serata è cominciata nel pomeriggio di martedi 5 luglio alla Domus Talenti di Roma ed ha visto la partecipazione di Peter Gomez, Dario Fo, Giulia Innocenzi, Guido Scorza.
Controlacrisi sostiene questa battaglia contro il tentativo di mettere bavagli alla rete e al sistema dell’informazione. L’8 luglio dà appuntamento a tutti a Genova (Palazzo Ducale, ore 10), all’interno delle iniziative per il decennale del movimento no global e per i tragici fatti di piazza Alimonda. L’idea è quella di fare una tavola rotonda sul tema dell’informazione che riprenda i temi messi in campo dal movimento e praticati attraverso l’esperienza del mediattivismo e del giornalismo partecipativo.
Quella di proteggere il diritto d’autore è soltanto una scusa. Anzi, rappresenta il primo gradino che il potere intende utilizzare per aprire la crociata contro il “popolo della rete” che ha dato molto filo da torcere all’esecutivo di Silvio Berlusconi. Il raduno oceanico del dicembre 2009, il tam tam che ha permesso l’affermazione dei “Quattro Sì” alla tornata referendaria di giugno 2011 sono dei segnali ben precisi che inquietano la “gestione mediatica” del consenso messa in atto dal centrodestra. Leader ed esponenti di tutti i principali partiti politici hanno aderito alla manifestazione e, moltissimi, vi hanno partecipato dal vivo, via skype o con messaggi registrati.Antonio Di Pietro, Vincenzo Vita, Mario Staderini, Pierluigi Bersani, Nichi Vendola e Beppe Civati, solo per citarne alcuni, hanno ribadito il loro fermo convincimento che AGCOM debba astenersi dal procedere al varo del regolamento e lasciare che ad occuparsi della questione sia il Parlamento. La politica, insomma, seppur timidamente, in qualche modo riconosce il ruolo importante del “virtuale”.
L’iniziativa di Roma era stata preceduta da una protesta davanti alla sede Agcom dove sono stati liberari nell’aria centinaia di palloncini a sostegno della richiesta di una moratoria sul provvedimento. L’Agcom sembra aver in qualche modo accusato il colpo, viste anche le dimissioni del commissario dell’Autorità, Gianluigi Magri, relatore della delibera (altro relatore è il commissario Sebastiano Sortino). Magri aveva sostituito il consigliere Nicola D’Angelo: associazioni e navigatori avevano denunciato la sostituzione come “sospetta” in quanto D’Angelo aveva espresso perplessità sulla nuova disciplina su diritto d’autore. Secondo alcuni le dimissioni di Magri sarebbero tese a svelenire il clima ed evitare strumentalizzazioni e a respingere anche qualsiasi illazione su un’estromissione di D’Angelo. Ma blogger e militanti per la Rete libera affermano, off the records, che la scelta sarebbe legata a dissidi interni e al desiderio di non legare il proprio nome alla delibera che comunque dovrebbe essere approvata in un paio di settimane.
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