Martedì 22 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 18:21
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Prezzo della Crisi del 13-09-2011: 'E se i comunisti bucassero lo schermo?'
News imagedi Stefano Galieni
Riprende stasera “Ballarò” trasmissione di informazione e approfondimento, così dicono, condotta ormai da tanti anni dal valido Giovanni Floris. Riprende con la solita formula, i primi 10 minuti del programma saranno gestiti dall’impareggiabile Crozza e poi ci si ritroverà con gli stessi soggetti, a cominciare da stasera: Alfano e Bersani, Pagnoncelli e Abete, Sechi e Polito con l’aggiunta di una spruzzata di esperti e di rappresentanti dei poteri forti. A chi rimprovera il conduttore di propinare sempre la stessa minestra, sempre gli stessi ospiti malamente mischiati, lui imperturbabile ha risposto “C’è una fila enorme di persone che vogliono venire in trasmissione ma dobbiamo invitare chi è riconosciuto, chi buca lo schermo”. Fantastico! Delle due l’una: Floris ha forse doti divinatorie ed è in grado di prevedere chi è in grado di bucare lo schermo e chi no, chi dice cose interessanti con un linguaggio accattivante, chi riesce a spiegare la complessità dei problemi che si affrontano. Magari veniamo a sapere che se incontra una persona per strada è in grado di sapere che lavoro fa, come vive, quali segreti inconfessabili racchiude la sua vita. Forse Floris è in realtà in grado di prevedere anche ascesa e caduta dei titoli in borsa, sapendo, dall’inizio quali saranno a bucare il mercato, forse abbiamo in casa un nuovo Nostradamus e non ce ne rendiamo conto. Oppure, il materialismo incalza, è lo stesso Floris e insieme a lui i vari Santoro, Lerner, ecc, tanto celebrati come combattenti per la libertà di informazione, a decidere ciò che deve “bucare il video” e ciò che deve restare sommerso. Questo laddove per “bucare il video” significa non certo affrontare i problemi ma darsi da fare in colorite schermaglie verbali ottime per lo show business ma che assolutamente non mettono in discussione i principi cardine del nuovo arco costituzionale, quello che per intenderci contiene, razzisti, post fascisti, mafiosi, banchieri, sindacalisti gialli e padroni, rappresentanti dell’opinione pubblica moderata e supina, voci di una opposizione fasulla che mai metterà in discussione i dogmi religiosi della fede nel mercato. Ma a Floris, come agli altri, sfugge e non certo in buona fede, che esiste un tessuto affatto estinto di soggetti sociali che risultano incompatibili con questi dogmi, che fanno politica in un contesto dove il conflitto sociale è l’unica risposta possibile. Siamo certi che queste voci non possano portare contenuti alla ritualità stanca e stantia di un dibattito politico spesso lontano dalla realtà? È un consiglio per la vostra audience, provate a far parlare anche i comunisti. Si dice in giro che ce ne siano pochi, ma è lo specchio televisivo e sondaggistico che deforma la realtà. Un buon giornalista dovrebbe accorgersene.

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