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Movimenti reazionari crescono
Non ci sono solo le organizzazioni già note. Nascono nuovi movimenti e partiti suggestionati dai "Forconi" siciliani. Sempre più spesso alla loro testa ex generali dei carabinieri. E’ il caso di Latina. Dopo il gen. Sivori rispunta il gen. Pappalardo e il loro cuore batte sempre a destra.

Gli effetti sociali della crisi economica, il buco di democrazia e rappresentanza dilatato dal governo “tecnico” di Monti, stanno aprendo uno spazio importante per il conflitto sociale ma che rischia di essere riempito ed egemonizzato da movimenti reazionari e di destra.
Avevamo appena finito di segnalare l’attività dell’ex generale dei carabinieri Edoardo Sivori nella Sicilia delle proteste dei Forconi, che questi ti arrivano già alle porte di Roma. Non sorprende certo che l’avamposto sia quello di sempre: Latina, la ex Littoria voluta dal duce e che il cuore lo ha mantenuto da sempre. Ma a ventilare la marcia su Roma non è la solita e “straricca” Forza Nuova. È un nuovo movimento fondato appena cinque giorni da un’altra vecchia conoscenza: l’ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo.

Ecco quanto riferisce il giornale locale http://www.latina24ore.it/author/redazione :

“Noi siamo in collegamento con il Movimento dei Forconi siciliani, ci sentiamo, abbiamo manifestato solidarietà con il loro movimento». A parlare è Antonio Pappalardo, generale in pensione dell’Arma, e presidente del Movimento Dignità sociale, una formazione che riunisce agricoltori, autotrasportatori e anche esponenti delle forze dell’ordine e armate, fondato lo scorso 15 gennaio a Latina «per salvare l’Italia dalla crisi morale ed economia».
«Vogliamo proseguire le loro proteste anche qui – ha aggiunto Pappalardo – per far sentire forte la voce degli agricoltori, dei trasportatori e anche degli uomini delle forze dell’ordine costretti a lavorare con strumenti irrisori e senza mezzi». Pappalardo ha spiegato che già questa sera il Movimento, il cui segretario generale è il presidente dei Comitati riuniti agricoli Danilo Calvani, si riuniràin seduta plenaria per decidere il da farsi.
«Sarà tutto da valutare – aggiunge il presidente – ma pensiamo che da tutti i dintorni andremo verso Roma, e sono certo che anche i nostri amici della Campania interverranno. La nostra idea è quella di bloccare il rifornimento di carburanti e scorte alimentari rallentando i camion, mettendoci nei punti nevralgici e invitandoli a tornare indietro. Se pensiamo di portare i trattori in città? Perchéno?». La data della iniziativa potrebbe essere domenica prossima.
Pappalardo ci tiene a sottolineare che, rispetto al Movimento siciliano, che coinvolge solo trasportatori e agricoltori, il Movimento Dignità sociale, vede anche la presenza di rappresentanti delle forze dell’ordine, «naturalmente non in divisa. Non siamo collegati a nessun partito politico né ai sindacati» ci tiene a sottolineare. Stamattina la neonata realtà ha manifestato di fronte all’Istituto Agrario San Benedetto di Latina dove si stavano svolgendo gli Stati generali del turismo, per dire ‘nò alle politiche regionali e nazionali”.

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Il gen. Pappalardo che adesso guida il neonato Movimento Dignità Sociale a Latina, abbiamo saputo che intende candidarsi nelle prossime elezioni come sindaco di Palermo con una lista chiamata “Melograno Mediterraneo”. Ma il generale è una vecchia conoscenza. Tra il 1992 e il 1996 è stato deputato. Con il grado di Tenente Colonnello viene eletto nel 1988 Presidente del COCER Carabinieri. Dopo un breve periodo di comando di Gruppo a Frascati, nel 1992 viene eletto alla Camera dei Deputati., ricoprendo la carica di Vice Presidente della Commissione Difesa. Nel 1993 viene nominato Sottosegretario di Stato alle Finanze e Membro della Commissione terrorismo e stragi. Al termine del mandato parlamentare, riprende la sua carriera nell’Arma, assumendo l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Regione Carabinieri Abruzzo e Molise. Nel 1996 diventa Vice Comandante della Regione Umbria. Nel 1998 assume l’incarico di Comandante del 2° Reggimento Carabinieri, con sede in Roma. Nel 1999 viene nuovamente eletto al COCER. Nel 2002 è Capo di Stato Maggiore della Divisione Unità Specializzate a Roma. Nel 2006 viene collocato in congedo con il grado di Generale di Brigata.
Molti si sono chiesti l’utilità del suo ingresso nel Consiglio di Amministrazione della Società “Stretto di Messina”, ingresso perorato dall’allora ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli (An), che però non ha chiarito quali siano le competenze tecnico-specifiche maturate dall'ex militare che giustificassero l'incarico nella società del Ponte. Il generale Pappalardo ha avuto un'altalenante carriera politica, ma non risulta aver militato di recente nelle file di An.. Fu eletto nel 1992 alla Camera dei Deputati come indipendente nelle liste del Psdi, Pappalardo fu prima vicepresidente della Commissione Difesa, poi, il 5 maggio 1993, sottosegretario alle Finanze del governo Ciampi. Quest'ultimo incarico fu uno dei più brevi della storia della Repubblica: appena 15 giorni! Il Consiglio dei Ministri gli revocò il mandato per una condanna a otto mesi di reclusione inflittagli dal tribunale militare di Roma per diffamazione nei confronti dell'ex comandante generale dei Carabinieri, Antonio Viesti, condanna poi annullata dalla Cassazione. Pappalardo abbandona il Psdi travolto da tangentopoli, per passare prima al Gruppo Misto e poi al Patto di Mario Segni. Sempre nel 1993, l'allora colonnello si presentò come capolista di una formazione politica anti-Rutelli in corsa per l'amministrazione comunale di Roma (Solidarietà Democratica). Scarso il risultato elettorale, appena lo 0,7%, nonostante si dichiarassero sostenitori della lista alcuni personaggi come il principe siciliano Giovanni Alliata di Montereale, un nome di peso in parecchi dossier della storia recente del paese (strage di Portella della Ginestra, tentativi di golpe degli anni '70 e Loggia P2). Subito dopo le elezioni di Roma, “Solidarietà Democratica” confluì nella nascente Forza Italia del duo Berlusconi-Dell'Utri. Terminato il mandato parlamentare, Pappalardo aderì ad Alleanza Nazionale con cui si candidò senza successo alle elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. Rientrato nei ranghi dell'Arma dei Carabinieri, il militare venne nominato Capo di Stato Maggiore della Regione Carabinieri Abruzzo e Molise e poi vicecomandante della Regione Umbria. Nel 1996, Pappalardo si presentava senza fortuna con l'Ulivo di Romano Prodi alle elezioni amministrative di Chieti. Quattro anni più tardi, il 14 luglio 2000, era tra i partecipanti alla Giornata per l'orgoglio socialista che sanciva la costituzione del Nuovo Psi nel ricordo di Bettino Craxi. L'anno successivo il neogenerale decideva di rientrare direttamente nell'agone politico come tra i fondatori del movimento Popolari Europei che si collocava a destra della Casa della Libertà tentando pure l'alleanza con la Fiamma Tricolore di Pino Rauti e con il Partito Liberal Popolare di Diego Volpi Pasini, ideologicamente vicino a politico di destra austriaco Jarg Haider. Alle elezioni politiche del 2001 vinte dalla Casa delle Libertà, Pappalardo preferiva la candidatura al Senato nel collegio di Taranto con la Lega d'Azione Meridionale, un movimento collegato al sindaco di Taranto, Giancarlo Cito, un demagogo di ultradestra. Fallito anche questo tentativo, il generale accettava di concorrere alle successive elezioni regionali in Sicilia (collegio di Catania) nella lista Biancofiore collegata a Totò Cuffaro… ma neanche stavolta venne eletto.

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“Io sono sempre stato di destra e dell’ultradestra” ha replicato il gen. Edoardo Sivori - rappresentante del Partito delle Aziende oggi soggetto attivo nelle proteste siciliane – ai giovanotti fascisti di Forza Nuova che a novembre lo contestarono a Roma al teatro Capranica. Lo si sente dire nitidamente nel video che questi ultimi hanno diffuso dopo la contestazione che ricordava a Sivori di essere stato l’ufficiale dei carabinieri che uccise il giovane fascista Stefano Recchioni nel gennaio 1978 a Roma, ad Acca Laurentia.

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