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Liberazione, la replica di Ferrero alle accuse del Cdr
Pubblichiamo il testo della lettera che il segretario del Prc Paolo Ferrero ha inviato al Corriere della Sera (pubblicata il 21 gennaio) per replicare alle accuse del cdr in merito alla vicenda di Liberazione.
 

Sul Corriere di ieri in un articolo di Sergio Rizzo si riporta l'accusa del cdr (comitato di redazione) di Liberazione secondo cui vorremmo "usare il denaro di cittadini in modo improprio e scorretto". Visto che l'accusa è falsa ma molto grave e infamante, vorrei illustrare ai lettori del Corriere come stanno le cose. Nel 2008 Liberazione ha avuto una perdita di esercizio (contributi statali compresi) di oltre 3 milioni di euro e nel 2009 di oltre 1,5 milioni di euro. Nel 2010, grazie al piano di ristrutturazione che abbiamo messo in atto, la perdita sarebbe stata di “soli" 300,000 euro, ma in virtù dei tagli dei contributi decisi dal governo Berlusconi confermati da Monti, la perdita è arrivata a 800.000 euro. Gli ulteriori tagli del governo portano la perdita per il 2011 a 2 milioni di euro. Questo significa che Rifondazione comunista, in 4 anni, ha speso di tasca propria, per tenere in vita Liberazione, oltre 7 milioni di euro. Una enormità. Noi non siamo in nessun modo in grado di proseguire a coprire perdite di 2 milioni all'anno dovute al taglio dei contributi pubblici per il semplice motivo che tutti questi soldi non li abbiamo. Per questo abbiamo chiesto al governo il ripristino del fondo sull'editoria: per salvare l'occupazione, Liberazione e decine di altre testate. Nell'attesa di avere una risposta chiara dal governo abbiamo sospeso le pubblicazioni cartacee continuando a fare il giornale “on line", che ha costi inferiori. Di fronte all'accusa del cdr di voler utilizzre in modo scorretto i fondi pubblici, ho chiesto all'editore di sospendere anche la pubblicazione del giornale on line fino a quando il governo non definirà in modo chiaro modi e forme del possibile finanziamento. Sentirsi accusare di essere un truffatore dopo aver speso 7 milioni di euro in 4 anni per cercare di mantenere in vita il giornale mi pare un po' troppo. Poveri sì, truffatori no.
Paolo Ferrero
segretario nazionale di Rifondazione comunista