Mercoledì 22 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento 20:33
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IL 30 GENNAIO IN PIAZZA CONTRO L'EUROPA DELLE BANCHE, PER LA DEMOCRAZIA REALE!

Lunedì 30 gennaio , il Consiglio europeo, composta da Capi di Stato e di governo, metterà a punto il nuovo Trattato per ‘promuovere la disciplina fiscale attraverso un patto fiscale, per rafforzare il coordinamento delle politiche economiche e la governance dell’area euro’. Così chiaramente vengono definiti gli obiettivi, che si possono riassumere dicendo che occorre centralizzare il controllo delle politiche fiscali ed economiche per imporre la disciplina di bilancio ai singoli paesi membri dell’area euro, e in generale a quelli dell’Unione Europea. Disciplina di bilancio significa attuare anno dopo anno politiche di austerità e riforme di struttura: in concreto, tagli alle pensioni, ai salari, ai servizi pubblici e liberalizzazioni e privatizzazione dei beni comuni. Il mercato del lavoro deve essere ancor più deregolamentato, dato che non sono ancora sufficienti le massicce dosi di precarietà − ora si tratta ora di smantellare la contrattazione collettiva e il diritto del lavoro.
Il nuovo Trattato sistematizza le misure adottate con il Patto Euro Plus e il Six Pack, che hanno costruito un’intelaiatura istituzionale per porre sotto controllo le politiche di bilancio e modificato i parametri di Maastricht. Ora la soglia massima del deficit non è più il 3%, bensì lo 0,5% al netto delle misure temporanee, mentre si ribadisce che occorre ridurre il debito pubblico per portarlo al 60% del PIL nazionale, con misure annuali di riduzione pari a un ventesimo dello stock del debito.
Con questo ‘patto fiscale’ si dà un colpo mortale alla democrazia’ perché i governi si autoassegnano il potere di stabilire le regole fondamentali delle entrate fiscali e delle spese pubbliche, senza la partecipazione dei e delle cittadini/e. Ricordo sempre che le ‘rivoluzioni borghesi’ sono state compiute proprio per sottrarre ai monarchi il ‘potere fiscale’, all’insegna di ‘no tasse senza rappresentanza’ (no taxation, without representation’). Oggi i governi siglano un patto fiscale, senza interpellare i cittadini. Un accentramento di poteri si accompagna all’ampliamento della sfera del mercato, che viene ad essere il vero sovrano.
L’altra questione di rilievo è che un Trattato internazionale tra governi prescrive delle modifiche costituzionali, perché si richiede che il pareggio di bilancio, simbolo ed essenza delle politiche di austerità, entri in Costituzione. Infatti la maggioranza che sostiene il governo Monti ha già votato a maggioranza assoluta la modifica dell’art. 81 della Costituzione e si appresta a votarla a marzo in seconda lettura. I governi, in obbedienza dei mercati finanziari, impongono ai Parlamenti una nuova costituzione economica che sovverte la Carta del 1948, espressione del costituzionalismo democratico, frutto della lotta antifascista.
Ho detto dell’esistenza di una maggioranza politica del governo Monti, perché il 25 gennaio alle Camere sono state votate delle mozioni per sostenere la firma del Trattato: in calce le firme dei capigruppo del PdL, del PD e del Terzo Polo. L’Unione Europea è il vincolo esterno alle politiche pubbliche. Centrodestra e centrosinistra sono concordi sulle misure liberiste volute dalla BCE e dala tecnocrazia di Bruxelles.
Contro questo svuotamento della democrazia, contro queste imposizioni occorre far sentire le voci del dissenso e chiedere che la modifica dell’articolo 81 della Costituzione e la ratifica del nuovo Trattato siano sottoposti a referendum popolare perché i e le cittadini/e possano decidere il loro futuro.
Dicevano i giuristi romani ‘Ciò che tocca tutti, da tutti deve essere deciso’: è una massima di saggezza, che occorre seguire.

La redazione di controlacrisi.org ricorda a tutti che il comitato NO DEBITO ha indetto un sit in per lunedi 30 Gennaio a Roma dalle ore 16 in poi in Via 4 novembre. Il sit in si terrà davanti alla sede della Commissione  Europea