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Della Vecchia/Prc: "Il 14 novembre contro Monti e l'Europa dell'austerità"
PERUGIA - Rifondazione comunista dell'Umbria saluta con favore l'indizione di uno sciopero generale europeo per il prossimo 14 novembre. Intendiamo subito precisare però che l'appuntamento, contrariamente a quanto viene diffuso, non è stato lanciato dalla CES, cioè dai sindacati concertativi che hanno in Italia come riferimento CGIL CISL e UIL. Lo sciopero del 14 parte infatti da una proposta di tutte le strutture sindacali, sociali e di movimento spagnole, raccolta poi da quelle portoghesi e successivamente da quelle greche. Solo recentemente la Ces in Europa e la Cgil in Italia hanno aderito alla mobilitazione con la proposta però di un “Patto sociale europeo”; una sorta di nuova concertazione che non serve davvero ai lavoratori europei. Per noi questa piattaforma, oltre a mettere il cappello sull'iniziativa, è del tutto sbagliata e tenta di snaturare il senso profondo della mobilitazione. È certamente un dato positivo l'allargamento del movimento di protesta, ma noi intendiamo partecipare ad una mobilitazione di lotta chiara e radicale che organizzi il contrattacco per respingere con forza le politiche antipopolari dell’Unione Europea, della Banca Centrale Europea, del FMI e che dica no al Fiscal Compact e all’austerità. Detto questo, la piattaforma della manifestazione indetta a Terni dalla Cgil, per come ripropone la vertenza Umbria, è del tutto insufficiente e rischia di essere la solita passerella per mettersi la coscienza a posto. Intanto quando era possibile sostenere la proposta avanzata da Rifondazione comunista in Consiglio Regionale di aprire una vertenza Umbria contro le politiche del governo la Cgil si è guardata bene dal sostenerla. In secondo luogo perchè la vertenzialità della Cgil in Umbria rispetto alle crisi aziendali e alle misure del governo semplicemente non c'è e non c'è stata. La nostra regione invece, attraversata da una crisi economica senza precedenti, è duramente colpita dal governo Monti sia per i tagli ai servizi che per il restringimento degli spazi democratici. Pensiamo proprio per questo che possa tornare centrale nell'agenda politica regionale la nostra proposta di aprire una vertenza Umbria con il governo Monti. Ma senza timidezze o tatticismi burocratici utili soltanto a tirare la volata per le primarie del Pd di Bersani. Noi pensiamo invece che sia possibile partire dalla piena riuscita del No Monti Day e dalla significativa presenza dell’Umbria alla manifestazione di sabato scorso, l’Umbria dei precari, dei lavoratori in lotta, dei disabili, dei tagliati dal mondo della scuola. Da quella piazza è partita una mobilitazione sociale vera contro i provvedimenti recessivi del governo. Basti pensare alla disastrosa legge di in-stabilità proposta da Monti, legge che anche per l'Umbria significa tagli draconiani e lineari a Enti Locali, sanità, istruzione, assistenza sociale e trasporti con l'aumento della disoccupazione e della precarietà. Insomma non solo in Italia, ma anche nella nostra regione può mettersi in moto una mobilitazione sociale contro le politiche di austerità con le caratteristiche dei movimenti europei, gli stessi movimenti che hanno accolto con grande favore la piena riuscita della manifestazione italiana perchè consapevoli che la sconfitta delle politiche liberiste e recessive non può avvenire in un solo paese. Ecco perchè questo movimento può e deve candidarsi al governo del paese con una piattaforma politica e programmatica capace di ribaltare e cambiare le politiche liberiste di Monti e del montismo. In questo senso le campagne referendarie per ripristinare l'articolo 18 e il contratto nazionale e per abolire la vergogna della riforma Fornero sulle pensioni, campagne che è bene ricordare che la Cgil incredibilmente non sostiene, sono iniziative cocrete per difendere gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori. Altro che primarie.

Luciano Della Vecchia
Segretario Regionale Prc Umbria

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