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«Io Non Posso Saldare», flash mob di fronte all'Inps degli «autonomi»
QUINTO STATO
Torneranno una volta al mese sotto le sedi dell'Inps. Sono gliattivisti della campagna #iononpossosaldare, lavorano con la partita Iva, con contratti di collaborazione, a ritenuta d'acconto, sono lavoratori e lavoratrici autonome che ieri hanno dovuto versare un acconto alla gestione separata dell'Inps, uno scandalo dei nostri tempi (di austerità). Durante un flash mob, dove hanno esposto cartelli e diffuso video su tutta la rete, questi lavoratori del «Quinto Stato» hanno raccontato come la riforma Fornero aumenterà, entro il 2018, la loro aliquota previdenziale al 33%. Persone che guadagnano, se va bene, mille euro al mese lasceranno quindi un terzo del loro reddito per una pensione che con ogni probabilità non riceveranno mai al termine della loro «carriera» lavorativa. «In Italia sono almeno 4 milioni gli oustider del welfare e con la crisi i numeri sono destinati a crescere. E mentre la nave affonda super-compensi e super-pensioni dei super-manager rimangono intatti, anzi, aumentano». L'allusione è al presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, il quale ricopre cariche molto importanti in una serie di società controllate dall'Inps, come Equitalia: «guadagna 1,2 milioni di euro l'anno e "occupa" 25 poltrone, tra cui la vice-presidenza di Equitalia stessa. Voluto da Berlusconi e amicone di Gianni Letta, con una mano toglie, con l'altra punisce e toglie ancora di più».
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