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ZERO TITULI. Il Papa cinguetta

La notizia è di quelle che le principali gazzette definiscono bomba. Il Papa ha twittato per la prima volta! Per la prima volta ha usato i tassativi 140 caratteri (non uno di più né uno di meno) per rivolgere il suo paterno ancorché santo  messaggio! E quindi non è in latino, bensì in puro twittese - addirittura scritto in otto lingue diverse - che ha mandato a dire: «Cari amici, è con gioia che entro in contatto con voi via tweet». 
Tutto il mondo, o giù di lì, ha registrato l'Evento. Una autentica rivoluzione. Da oggi il Papa non si chiama più l'Alto Pastore, si chiama l'Alto Twitter, e i fedeli non si chiamano più fedeli ma si chiamano followers (ne ha avuto quasi un milione e mezzo con quel solo trillo); e chissà come si dirà da oggi l'antico, superatissimo "ego te baptizzo"...
Un formidabile salto nella modernità, quello di Ratzinger, non c'è che da rallegrarsene; e chissà come se la staranno ridendo Giordano Bruno, Galileo, Darwin, Erasmus (e pure Garibaldi, che chiamò Pio IX il suo asino).
Bene. Festeggiamo anche noi il novello twitter Benedetto XVI e i suoi cinguettii: mettersi sulla strada della modernità non è mai troppo tardi. Nemmeno per un papa. Vogliamo dire che, se non è certo situato sulla strada della modernità il tuttora perdurante anatema sul divorzio, sull'aborto, sulle unioni di fatto, sulla omosessualità, sulla fecondazione artificiale, sul sesso-peccato, sul relativismo, sul solito comunismo, oggi pure la Chiesa può "aggiornarsi" a tutta velocità, urbi et orbi e senza costi.  Pontifex@account: basta un tweet, 140 caratteri.


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