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Cambiare si può Modena: No al Fiscal Compact
Il 17 dicembre Modena ha deciso che Cambiare si può; da tempo non si vedevano, per un’iniziativa di partecipazione politica, 150 persone interessate, partecipative, concentrate nell’ascolto e nel commento dei 20 interventi a cura dei firmatari e delle firmatarie dell’appello e di alcune e alcuni simpatizzanti.

Il collettore di chi ha partecipato è sicuramente la ferma richiesta di un soggetto politico dichiaratamente anti liberista o neo liberista che dir si voglia. Altri temi generali condivisi sono la richiesta di farsi promotori di un buon vivere, della difesa della Costituzione, di una riallocazione delle risorse spostandole da grandi opere e sfruttamenti del territorio alle politiche dei servizi e del sostegno al lavoro.
Proposte specifiche sono state:
• liste composte secondo la partecipazione democratica del 50E50
• attenzione all’uso di un linguaggio di genere
• attenzione al tema dell’incandidabilità per chi ha commesso reati: proposta di nominare un comitato di garanti che analizzi e valuti i reati commessi, perché se riguardano lotte politiche che ci rappresentano (es. no TAV), le candidature devono essere accettate
• privilegiare candidature di persone che hanno partecipato a lotte sociali distintive dei territori
• impegnarsi per interventi governativi, in caso di eventi catastrofici, di reale e concreto supporto alla popolazione colpita, con contributi economici pari al 100% delle risorse necessarie per la ricostruzione
• simbolo: che sia chiaramente identificabile con la sinistra, capace di essere identificativo dei contenuti radicali che portiamo ma che possa essere anche il più inclusivo possibile. Nella discussione è emersa la proposta di un cerchio rosso che racchiuda la parola “sinistra”
• introduzione nel punto 1 del decalogo di un esplicito riferimento alla opposizione al fiscal compact e all’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione perchè basati sulla iniqua riduzione della spesa pubblica e destinati ad aggravare, e non certo a sconfiggere, la crisi;
• grande attenzione per la giustizia sociale e per la coesione sociale: le attuali politiche sul trattamento pensionistico, ad esempio, produrranno a breve l’effetto di annullare l’importante tessuto del volontariato sociale, che oggi integra ma più spesso sostituisce la gestione delle attività del tempo libero, ricreative e culturali
• Costituzione come principio fondamentale di cui garantire l’attuazione
• inserimento nell’appello e nell’eventuale statuto della dichiarazione ed impegno ad essere un soggetto antifascista.

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