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Intervista de @ilfattoquotidiano a Ferrero: Il senso dei comunisti per Ingroia – Ferrero “Per dire no a Monti e ai vaffanculo”

Il senso dei comunisti per Ingroia

Paolo Ferrero – Prc

“Per dire no a Monti e ai vaffanculo”

Il fatto quotidiano

Loro ci stanno. Gli ultimi comunisti. Che non temono di definirsi tali, sono pronti a farsi guidare verso il parlamento da Antonio Ingroia.

Rifondazione comunista e Comunisti italiani  convergeranno nel “quarto polo” con i Verdi, Ida, movimento arancione e pezzi della società italiana.

 

Paolo Ferrero ma che c’entrate con gli arancioni?

Siamo accomunati dall’opposizione a Monti e alle politiche del rigore. Vogliamo esprimere l’innovazione

Ingroia domani scioglierà la riserva?

Non lo so.

Un magistrato in politica sarebbe l’innovazione?

Ha fatto bene il suo mestiere, ha dimostrato di avere la schiena dritta. Il mondo è pieno di signorsì.

Vi manca all’appello solo il leader della Fiom Landini.

Lui è un dirigente sindacale vero nel mezzo di una  battaglia e nessun generale abbandona le sue truppe al fronte.

Farete la corte a Pd e Sel?

Loro vogliono il proseguimento dell’agenda Monti. Semmai se ne parla dopo le elezioni. In tempo di crisi può succedere di tutto.

Sa cosa mi dicono quando vado in giro a presentare il libro su questo tema?

Prego.

È pieno di gente che non voleva votare e invece starà con noi, al nord anche leghisti.

Quante copie ha venduto?

Diecimila.

Ecco, come farete a superare la soglia di sbarramento del 4 per cento?

Siamo maggioranza nel Paese.

Sta scherzando?

La nostra testimonianza è come quella di “Occupy Wall Street”, siamo il 99 per cento, ci rivolgiamo a tutti quelli contrari alle politiche liberiste di Monti. C’è uno spazio politico evidente.

O il rischio di un flop, come con la lista Arcobaleno nel 2008.

Quella era una lista di parlamentari.

Questa no?

È un percorso diverso, protesta ma anche con proposta, contro Monti e i “vaffanculo”.

Un movimento 5 stelle più istituzionale?

Per carità, Grillo è più istituzionale. La nostra parola chiave è “coalizione”, tutti indispensabile e nessuno autosufficiente.

Non è che invece vi coalizzate proprio perché non siete autosufficienti?

Ognuno va alle elezioni per eleggere rappresentanti. Noi ce la faremo.

E che sondaggi avete in mano?

Nessuno.

 

[Caterina Perniconi, Il Fatto quotidiano , 20/12/2012,pag. 6]

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