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CAMBIARE SI PUO’: LO DICONO METALMECCANICI, STUDENTI, PRECARI E… KEN LOACH

Ieri mattina, a Torino, siamo stati in piazza (anche con un banchetto di raccolta firme referendarie) con i metalmeccanici della Fiom in lotta contro il modello Marchionne che distrugge contratto nazionale e diritto del lavoro, con gli studenti medi e universitari in lotta contro i tagli dell’istruzione pubblica e poi nel pomeriggio abbiamo partecipato all’assemblea dell’Usb – presente il regista britannico Ken Loach – indetta per denunciare la condizione di sfruttamento, di precarietà e di ricatto subita da tanti lavoratori e lavoratrici. In tutti tanta rabbia e tanta volontà di cambiare, la disponibilità a stare dentro una prospettiva di lotta contro un governo e un padronato che pratica lo smantellamento di tutto ciò che sa di diritti del lavoro o di società civile.

A proposito di responsabilità e di politiche collusive io sono molto d’accordo con Ken Loach quando dice che “il centrosinistra è uno schieramento che non esiste” se non sulla carta, di facciata. “Se sei a favore di una economia di mercato, della deregulation, delle privatizzazioni ti collochi a destra. Se invece caldeggi per il lavoro e i beni comuni sei di sinistra”. Per tornare ad essere credibili dobbiamo riscoprire questa nettezza di posizioni e fare una scelta di campo fuori e contro le politiche liberiste e autoritarie che accomunano centrodestra e centrosinistra. Per dirla ancora alla maniera del grande regista britannico “non esiste nessun centrosinistra, ma solo la sinistra. Deve trovare il suo motore e nuovi modelli di economia”.

Intraprendiamo questa strada, ricostruiamo una trama di relazioni tra soggettività critiche, formiamo una coalizione plurale delle forze della sinistra antiliberista con l’idea che “cambiare si può”. Sempre ieri c’è stato un primo incontro organizzativo in previsione di un’assemblea pubblica che dovrebbe tenersi il 16 dicembre.

Siamo soltanto all’inizio di un percorso che occorre affrontare con passo svelto e nella maniera più partecipata e democratica possibile. Rifondazione Comunista c’è, con la sua soggettività e con la volontà di percorrere questa strada unitamente a tante altre soggettività e forze disponibili.

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino

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