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ZERO TITULI. In pectore

LO STATO DELL'ARTE. Vi hanno fatto credere con pompa magna, diluvio di immagini, video, facciafaccia, figurine, intervistine, sondaggi, spot, manifesti che le primarie Bersani-Renzi erano l'evento degli eventi in grado di scuotere l'Italia dal nord al sud? Svegliatevi, siete stati vittime di un abbaglio, insomma vi hanno fatto prendere fischi per fiaschi, lucciole per lanterne. Ecco guardate, il circo mediatico ora è tutto lanciato a battere la sua roboante  grancassa con la stessa frenesia, bulimia, clamorosità e per che cosa mai? Ma per la megagalattica notizia che tale Kate moglie di tale William d'Inghilerra è incinta, un fatto più unico che raro al mondo! Interviste, video, foto, gossip, servizi segreti, voci, sussurri, confidenze rubate ci stanno aggiornando diuturnamente sul colossale fenomeno, rendendoci edotti altresì che qualcuno ha diagnosticato un parto gemellare, qualcuno ha costruito al compiuter il probabile volto della creatura, qualcuno ha messo in piedi scommesse sul possibile nome del nascituro, sarà classico, dinastico, liscio, frizzante o ferrarelle? Circo mediatico, più circo che mediatico. PREMIER IN PECTORE. Bersani in fugace visita in Libia parla e parla, manda a dire a Casini, manda a dire a Monti, manda a dire a Berlusconi, evidentemente in preda a eccitazione da dopo-vittoria. Tra le tante parole mandate a dire, ci hanno colpito queste, che si riferiscono a quanto pericolosamente detto da Monti sulla sostenibilità del sistema sanitario: «Si potrebbe prendere in considerazione una forma di contribuzione diretta per reggere i sistemi di welfare». Leggetele bene, che ci avrà mandato a dire il premier in pectore? VOTATI E PREMIATI. «Se il primo partito avrà il 25% dei voti, otterrà un premio di 32 deputati. In progressione il premio aumenta a seconda dei voti ottenuti: 40 deputati in più col 28%, 53 con il 30%,  60 con il 34%, 70 con il 39%. Oltre il 40% scatta il premio di governabilità che porta il partito/coalizione vincente a 340 seggi alla Camera». Non si direbbe, ma sono prove di nuova legge elettorale (dette anche "ascensore" o "sabbie mobili"). FAVOLE E PROFUMI. «A patto che non si creda all'ultima favola che si racconta nel Pd: e cioè che le primarie le ha vinte il "profumo di sinistra" di Vendola che ha preso quasi il 16% e le ha perse il "profumo di destra" di Renzi che ha preso il 40%» (Antonio Polito, Corriere della sera). Un bel rompicapo. UNA BUONA SCELTA. Sostiene Renzi: «Lo so che vogliono inglobarmi, ma a me non va per niente. Io per ora non mi occupo di politica nazionale, resto a Firenze a occuparmi delle fogne». Utilissimo! 
MI CHIAMO BATTISTA E MI METTO IN LISTA. Lo statuto-non-statuto del M5S non è una pagina bianca, bensì consta di sette-articoli-sette la cui osservanza è indispensabile per poter partecipare alle "parlamentarie". Sono già sul web alcuni candidati-tipo: «Mi chiamo Peluso e sono contro ogni abuso»; «Mi chiamo Mangarelli, o entro io o entra un altro, è indifferente». Sì. 
ARMI CHIMICHE MADE CIA. Attenzione attenzione. Fonti della Cia hanno informato la Casa Bianca che ultimamente sono in atto «un'intensa attività e "movimenti sospetti" nelle basi militari non distanti dalla capitale, dove tradizionalmente si trovano i depositi di testate non convenzionali. E' convinzione diffusa che gli arsenali contengano quantitativi di gas nervino, sarin e altri ancora più pericolosi». Armi chimiche, dunque, armi di distruzione di massa; già sentite nominare: si chiamava Iraq, ricordate? Anche allora non si sapeva granché, anche allora c'era «la convinzione diffusa» e tanto bastò per scatenare la guerra (ma "dopo" si scoprì che quelle armi di distruzione di massa le aveva inventate la Cia). Oggi si chiama Siria, ma che strano: il copione è lo stesso. 
BORDERLINE. «Leggo su un'agenzia una frase a me attribuita, del tutto inventata e addirittura surreale: "Io non mi candido perché non mi volete". La realtà è l'opposto, sono assediato dalle richieste dei miei di ridiscendere in campo alla guida del Pdl». Berlusconi borderline (disturbo della personalità, dovuta a «una anomalia nella percezione del senso di sé»), sorbole.

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