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LA BCE REGALA VALANGHE DI MILIARDI ALLE BANCHE MENTRE L'EUROPA E' ALLA FAME. GRECIA IN SCIOPERO

Alla vigilia del vertice europeo sulla crescita la Bce brucia sull'altare del monetarismo 500 miliardi, che le banche impiegheranno per sopportare il peso dei titoli tossici. Di quale crescita parlerà l'Europa? Intanto prosegue la protesta sindacale. In Grecia si fa sul serio con lo sciopero di ospedali e amminsitrazioni comunali. A Bruxelles la Ces organizza una passerella sotto le finestre della Commissione europea e del Consiglio.

Domani l’Europa, se non si frantumerà sul fondo salva stati e sulla tassa contro i capitali speculativi, dedicherà un vertice alla crescita. Un modo come un altro per lavarsi la coscienza dai disastri del monetarismo liberista che, intanto, oggi ha celebrato un altro giorno fausto. La Bce ha distribuito altre centinaia di miliardi alle banche senza mettere alcuna condizione. O meglio, a parole mister Draghi dice di voler in questo modo favorire il credito e l’acquisto dei titoli di Stato, ma di fatto quelle risorse serviranno a sistemare i bilanci degli istituti bancari entro gli stretti limiti imposti dalle nuove regole “anti-default”. 800 istituti si sono gettati a capofitto sull'asta della Banca centrale europea, stavolta per 530 miliardi (489 a dicembre). L'operazione (in sigla LTRO) a 3 anni con tasso fisso dell'1%, continuerà a drogare a drogare i mercati e a rendere più concreti i pericoli di inflazione. Basta guardare, a questo proposito, come stanno festeggiando gli operatori economici del settore petrolifero con la benzina lanciata verso i due euro al litro.

Una operazione carognesca che con l’obiettivo di bloccare le vie al contagio dei titoli tossici, di fatto sta piegando anche quelle residue speranze di ripresa economica bruciando risorse sull’altare della cosiddetta stabilità monetaria. Le banche europee, che hanno molti "titoli tossici" in pancia, fanno fatica a ripagare i debiti in scadenza, e impegnano quasi tutte le risorse ad acquistare i titoli di stato dei paesi di appartenenza (soprattutto Italia e Spagna) mentre hanno ridotto ai minimi termini i prestiti a famiglie e aziende, che infatti (rispettivamente).

Tra l’altro, la Bce non comunica l'identità delle banche che si sono gettate a capofitto per approfittare dell'occasione unica di prendere denaro in prestito per non “turbare” il mercato.

Intanto il popolo greco continua strenuamente ad opporsi al massacro. Oggi gli ospedali hanno chiuso i battenti in segno di protesta. Lo sciopero di 24 ore è stato proclamato dai medici ospedalieri e privati in segno di protesta contro una decisione del ministero della Sanità che prevede, secondo la Federazione Nazionale dei Medici Ospedalieri di Grecia (Oenge), la chiusura di 50 ospedali pubblici e la riduzione del 17% della retribuzione per il lavoro straordinario. Allo sciopero aderiscono anche i dipendenti amministrativi degli ospedali con un' astensione di tre ore dal lavoro. Manifestazioni di protesta dei sanitari sono in programma oggi anche in altre città della Grecia. Pure i dipendenti delle Autonomie Locali del Paese partecipano alle manifestazioni di oggi con l'occupazione di quattro ore degli uffici comunali, per protesta contro le nuove misure di austerità previste dal nuovo accordo con la troika (Fmi, Ue e Bce). Sempre sul fronte degli scioperi, i due maggiori sindacati del Paese, l'Adedy che raggruppa i lavoratori del settore pubblico e la Gsee, che rappresenta quelli del settore privato, hanno indetto un'astensione di tre ore dal lavoro nell'ambito della giornata di protesta dei sindacati europei contro le misure di austerità.

Protesta sindacale anche a Bruxelles dove con lo slogan “Troppo è troppo!” la Ces ha manifestato davanti alla sede di Commissione e Consiglio europei, in contemporanea con altre decine di azioni non solo in Belgio ma in tutta Europa. “Tutte le misure di austerità imposte au lavoratori dell'Ue non ci porteranno le soluzioni di cui abbiamo bisogno”, ha accusato il segretario generale del Ces, Bernardette Segol. “In 27 paesi facciamo passare lo stesso messaggio: abbiamo alternative, l'Europa deve esserci a favore dell'occupazione e della giustizia sociale”, ha affermato la Segol, che ha voluto rispondere così al presidente della Bce Mario Draghi. “Noi gli diciamo che il modello sociale europeo non è morto, perchè senza modello sociale europeo, non ci sarà l'Europa», per questo «vogliamo un contratto sociale per l'Europa”. Una delegazione di sindacalisti è stata ricevuta dal presidente Ue Herman Van Rompuy. “Abbiamo ripetuto la nostra contrarietà a quello che si sta mettendo in piedi a livello europeo e che porta gli stati membri a un rigore di bilancio che va a detrimento dei lavoratori e di chi ha diritto all'assistenza sociale”, ha riferito dopo l'incontro il segretario generale del principale sindacato belga Fgtb, Anne Demelenne, ricordando che “esistono delle alternative, chiediamo il rilancio dell'economia sostenibile e che siano resi disponibili mezzi per farlo”.

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