GRECIA, DA DOMANI SCIOPERO GENERALE DI 48 ORE MENTRE IL PREMIER VOLA A BRUXELLES
I lavoratori greci non mollano. Da domani scatta uno generale di ben 48 ore nel settore pubblico e in quello privato, proclamato dai sindacati Adedy e Gsee. Intanto, dopo una nottata di negoziati andata avanti fino all'alba, i partiti greci che sostengono il governo ed il premier Lucas Papademos hanno raggiunto un accordo di principio sulle nuove misure di austerità necessarie, ad eccezione del punto relativo al taglio delle pensioni. E con questo accordo incompleto il ministro delle Finanze di Atene Evangelos Venizelos si presenta nel pomeriggio a Bruxelles, per partecipare alla riunione straordinaria dei colleghi dell'eurozona. "Parto per Bruxelles con la speranza che l'incontro dell'Eurogruppo raggiunga un risultato positivo sul nuovo programma" (di aiuti), ha detto Venizelos, sottolineando come "la sopravvivenza finanziaria del Paese nei prossimi anni dipenda dal nuovo programma...è il momento della responsabilità per tutti. Ci sono ancora problemi da risolvere prima della riunione dell'Eurogruppo". Secondo una nota diffusa dall'ufficio del premier dopo la maratona negoziale con i leader di Nuova democrazia, del Pasok e del Laos, "c'è un ampio consenso su tutti i punti del programma eccetto che su una questione", vale a dire il taglio del 15% sulle pensioni. Su questo il governo ha ottenuto dalla troika Ue-Bce-Fmi altri 15 giorni di tempo per presentare un piano di tagli alternativo, del valore di 300 milioni di euro, sul totale del nuovo piano di austerity da 3,2 miliardi necessario per ottenere i 130 miliardi di aiuti da Washington e Bruxelles.Le altre misure prevedono il taglio dei salari del 20% e della spesa farmaceutica, che passerebbe dall'1,9% all'1,5. Dalle privatizzazioni il Governo della Grecia si aspetta di ricavare 50 miliardi.





