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Oggi lo sciopero migrante. Città mobilitate

A Bologna la “Move Parade” parte da piazza dell’Unità alle 9 di stamattina, a Napoli un corteo sempre alle 9 da piazza Garibaldi a piazza del Municipio, un presidio ad Agrigento davanti Porta di Ponte un convegno a Bari sui “Condannati” dei respingimenti inaugurati dall’ex governo Berlusconi – condannati i respinti ma condannati anche noi italiani, almeno di fronte alla Corte europea. E’ una giornata che trova la sua forza nei territori quella del 1 marzo, lo “sciopero dei migranti”: un’idea lanciata nel 2009 seguendo l’esempio di Spagna e Francia. E che in Italia continua a rappresentare una data per mettere in campo l’”orgoglio migrante”.
In fondo, lo sciopero migrante è stato una “svolta” nel movimento antirazzista italiano, perché nato con la voglia di mettere al centro gli immigrati. Non trattarli più come “ospiti” ben accetti da proteggere. Ma riconoscere il loro protagonismo, il loro essere – ormai da decenni – una forza attiva, consapevole, “autoctona”. Portavoce del 1 marzo quest’anno è la consigliera provinciale di Modena Cécile Kashetu Kyenge che sarà in Sicilia, dove la giornata di oggi sarà incentrata principalmente sugli sbarchi che sono avvenuti questa estate, e che hanno segnato un momento di passaggio decisivo nelle politiche della migrazione, etichettando come “clandestini” anche persone fuggite da situazioni chiaramente eccezionali, come è stata la rivoluzione tunisina. Lo status di profughi è stato riconosciuto solo alle persone in fuga dalla Libia, ma è durata poco. Visto che i dinieghi stannno cadendo a pioggia, e gli stessi Comuni sono disperati: chiedono al governo di trovare una soluzione. Ma per ora la situazione è in stallo. Proprio su questa questione si concentrerà il presidio che si svolge oggi a Padova davanti alla Prefettura
Tutti gli appuntamenti possono essere consultati sul blog del 1 marzo: primomarzo2010.blogspot.com. Dove troverete le inidicazioni per partecipare anche se nella vostra città non sono stati organizzati eventi particolari. Ovvero: indossate un indumento giallo, e scaricate il copri-passaporto che reca i primi due articoli della Carta mondiale dei Migranti. Due piccole cose per far capire da che parte state. Certo, con la crisi economica che attanaglia l’Europa sembra difficile mettere l’attenzione sui diritti degli “altri”. Ma i destini, ormai, sono incrociati. Mentre il cinsimo della propaganda continua ad essere dannosa per tutti e ad operare, nonostante si parli di altro. Come dimostra l’emendamento leghista al decreto Milleproproghe denunciato dalla portavoce del primo marzo insieme Fausto Cigni, anche lui consigliere provinciale del Pd a Modena: vi si dice di vietare l’allungamento dei contratti a tempo determinato dei 650 impiegati (perlopiù italiani) negli Uffici immigrazione, che svolgono un lavoro prezioso per l’andamento dello Stato e che se fossero licenziati richiamerebbero alla scrivania poliziotti e carabinieri.

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