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Flamini/Prc Perugia: “Centri di espulsione a Perugia? Inaccettabile”
PERUGIA - Rifondazione comunista di Perugia ritiene che anche i “nordisti nostrani” non perdano occasione per dimostrare la loro estraneità ai principi della Costituzione Repubblicana. Principi grazie ai quali nel nostro Paese e nella nostra regione, indipendentemente dalla condizione sociale e giuridica, l'assistenza medica è un diritto. Crediamo che utilizzare il riconoscimento di questo diritto universale e i numeri relativi a quei migranti che si sono trovati nella necessità di accedere alle cure mediche nel nostro territorio per chiedere, come hanno fatto i “padani”, l'istituzione di un centro di espulsione rappresenti un atto politico molto grave.

È del tutto evidente come i “nordisti” propongano un modello di stampo separatista anche nel servizio sanitario nazionale, in maniera da poter chiudere gli occhi e lavarsi la coscienza nei confronti di chi, oltre alla condizione di ricatto che vive quotidianamente a causa dello status di clandestino favorito dalla legge Bossi-Fini, vive anche la sventura di ammalarsi o di infortunarsi (magari sul lavoro). Rifondazione comunista di Perugia invece continua a sostenere in ogni sede i principi di uguaglianza universale di tutti gli uomini e le donne, soprattutto nel campo del diritto alla salute.

Enrico Flamini
Segretario Provinciale Prc-FdS Perugia

 

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