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LAVORO: MONTI, SE PAESE NON È PRONTO NON CHIEDIAMO DI CONTINUARE. FERRERO (PRC): ANDATE A CASA
Se «attraverso le sue forze sociali e politiche» il Paese «non si sente pronto per quello che noi riteniamo un buon lavoro», ovvero quello sulla riforma del lavoro, «non chiederemmo di continuare per arrivare a una certa data», ovvero quella delle elezioni politiche del 2013. Questo quanto ha affermato il presidente del Consiglio Mario Monti, incontrando a Seoul i giornalisti dopo la prima giornata del suo viaggio in Asia. Monti aggiunge tuttavia che l'Italia «si è mostrata più pronta del previsto».   Monti ha anche ribadito l'indisponibilità a una sopravvivenza del governo, in mancanza di risultati. «A noi è stato chiesto di fare un'azione nell'interesse generale». Ricordando una celebre frase di Andreotti, ha aggiunto che «un illustrissimo uomo politico diceva: 'meglio tirare a campare che tirare le cuoia'». Ma «per noi- ha concluso - non vale nessuna delle due espressioni perchè l'obiettivo è molto più ambizioso della durata, ed è fare un buon lavoro». A rispondere alle sollecitazioni di Monti è Paolo Ferrero del PRC. «Accogliamo con favore l'esternazione del premier Monti - dice il segretario del PRC -  che dice che se l'Italia non è pronta il governo se ne potrebbe pure andare: confermiamo che gli italiani non sono pronti a farsi macellare da questo governo dei poteri forti. Se ne vadano subito a casa prima di fare altri danni. Con Berlusconi pensavamo di aver visto tutto ma Monti è riuscito a stupirci: ha trasformato l'Italia in un protettorato tedesco in cui comanda la Merkel, ha messo in ginocchio l'economia, sta distruggendo il welfare e attaccando a testa bassa i diritti dei lavoratori a partire dall'articolo 18. Prima se ne va a casa questo governo e meglio è per il paese».