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25 aprile, a Roma libera dal centrodestra fila tutto liscio. A Milano forti contestazioni

Celebrazioni per il 25 aprile nelle maggiori città italiane. A Milano e Roma i cortei più partecipati. Mentre nella Capitale, che ha scelto di tenere fuori Regione e Comune, proprio a causa della "scarse simpatie" con i valori della Resistenza, è stata una festa vera e propria a Milano i rappresentanti istituzionali e politici del centrodestra sono stati fischiati a lungo e molto sonoramente.

“Oggi è in piazza la parte migliore dei cittadini, quella che ha ancora la forza di indignarsi e che aspira ad una democrazia vera, fatta di uguaglianza e di socialità”. Così il presidente di Anpi Roma, Vito Francesco Polcaro, dal palco allestito a Porta San Paolo a Roma per la manifestazione dell'Anpi per la Festa della Liberazione.

Una piazza piena e baciata dal sole. Un corteo pacifico e con tanti slogan antifascisti e canti partigiani. Insomma, la scelta di tenere fuori dall’iniziativa il presidente della Regione Renata Polverini e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che con la Resistenza hanno ben poco a che vedere, e non dimenticano mai di sottolinearlo, ha pagato. E il 25 aprile della Capitale è tornato ad essere un momento di festa autentica e anche con una forte caratterizzazione politica. Si è ritrovata, in breve, quella sinistra popolare che si riconosce nella battaglia contro i vecchi e i nuovi fascismi e per la quale la stagione della lotta a Berlusconi e al berlusconismo non è stata per niente superata dal Governo di “larghe intese”.

Studenti, lavoratori, pensionati, giovani e tante donne hanno dato vita a un corteo festoso che è partito alle dieci in punto dal Colosseo con in testa la bandiera delle “Brigate ebraiche” ed ha raggiunto un’ora dopo Porta San Paolo.

Tanti gli interventi dal palco. Tutti hanno sottolineato il forte legame con l’attualità dei valori della Resistenza. “Ricordiamo i partigiani e la loro aspirazione alla pace e alla giustizia - ha aggiunto Polcaro - teniamone in vita la virtù e la tensione morale. Ricordiamo i tanti militari che dissero di no al fascismo e per questo pagarono con la vita, ricordiamo le migliaia di partigiani stranieri che si unirono alle brigate partigiane e tutti”.

Polcaro ha ricordato che a 67 anni dalla Liberazione, in Italia e a Roma si assiste ad un rigurgito di fascismo “preoccupante e pericoloso”, con episodi di razzismo e xenofobia: “Ciò non è più ammissibile e per questo - ha concluso - su iniziativa dell'Anpi Roma si è costituito un Coordinamento romano antifascista, formato da partiti, sindacati e associazioni antifasciste”.

Il vicepresidente dell'Anpi Roma Ernesto Nassi ha chiesto ad Alemanno e Polverini di organizzare gite scolastiche nei luoghi della Resistenza, alla Garbatella, alle Fosse Ardeatine, a Forte Bravetta, “dove sono stati fucilati i partigiani”. “Questa città merita più rispetto”, ha aggiunto nel corso del suo intervento.

Anche a Milano una piazza piena di cittadini con il tricolore al collo o in mano, striscioni e cartelli. E anche qualche contestazione nei confronti dei rappresentanti istituzionali, Provincia e Regione, e politici del centrodestra. Molti applausi, invece, alle parole del sindaco Giuliano Pisapia e della segretaria nazionale della Cgil Susanna Camusso. Ha chiuso l’iniziativa il presidente nazionale dell'Anpi Carlo Smuraglia parlando del “ritorno ad una vera democrazia” e invitando a “non fermarsi all'indignazione ma offrire vere alternative per ricordare i nostri valori”.

Nello spezzone dei NoTav, in piazza Duomo sono stati accesi fumogeni e innalzato un lungo striscione con la scritta 'Essere partigiani è stare dalla parte di chi lotta’ e un altro con su scritto ‘Chi non ha memoria non ha futuro, nessuno spazio a fascisti e razzisti’.