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L’altissima velocità di Hollande

François Hollande, per incontrare gli elettori, ha fatto gran parte degli spostamenti di campagna in Tgv, il treno a grande velocità, uno dei fiori all’occhiello della tecnologia francese, esportato all’estero (anche se ora messo in concorrenza oltreché dai tedeschi e dai giapponesi, anche dai cinesi). Il Tgv, che tutte le grandi città francesi vogliono avere perché dove arriva favorisce sviluppo e occupazione, resta un punto fisso anche per la sinistra. Rientra nel progetto di rilancio dell’economia europea: «Per rilanciare l’attività economica in Europa e bloccare la crescita della disoccupazione abbiamo bisogno di questo tipo di investimenti che rendono il nostro continente più attrattivo e coeso» ha affermato ieri Hollande, in un incontro nella banlieue parigina. Viva le infrastrutture Per Hollande, che spera di trovare anche in Italia una sponda per la revisione del Fiscal Compact, firmato da 25 capi di stato e di governo (su 27) all’inizio di marzo e non ancora ratificato, «bisogna lavorare alla competitività dell’Europa come terra di produzione e tutto ciò attraverso la costruzione di infrastrutture come il Tgv Lione-Torino. La soluzione alla crisi europea – ha aggiunto Hollande – non sarà nel ripiegamento su se stessi».
Il leader socialista auspica interventi «decisivi» della Bce, della Bei con i project Bonds, che permettano di finanziare progetti industriali, energetici e le infrastrutture in Europa. Strumenti come la tassa sulle transazioni finanziarie e la Carbon tax potranno portare nuove risorse a un’Europa in crisi, soffocata dalla disoccupazione. Alleanze con i vicini Anche se le problematiche europee sono rimaste un po’ ai margini del dibattito elettorale – l’argomento è scivoloso in un paese che nel 2005 ha votato «no» al trattato costituzionale – Hollande si distingue da Sarkozy nel cercare alleanze con i paesi vicini. Sarkozy si è limitato ad incassare il sostegno personale di Angela Merkel, posizione che ha suscitato molte critiche in Germania, per poi lanciarsi in una critica severa della Spagna, indicata come un paese caduto in disgrazia a causa del lungo periodo di governo socialista. Le reazioni in Spagna, non solo del Psoe ma anche del governo Rajoy, che non ha apprezzato la denigrazione del paese, sono state molto irritate. Invece Hollande due settimane fa ha riunito a Parigi i rappresentanti dell’Spd tedesca e del Pd italiano, per mettere a punto una strategia di revisione del Fiscal Pack, in caso di vittoria della socialdemocrazia in Germania nel 2013 e del centro-sinistra in Italia nel dopo-Monti. Anche se sarà difficile ottenere la non ratifica del Fiscal Pack in Germania e in Italia, intenzione di Hollande per la Francia in caso di vittoria, il candidato socialista ha almeno ottenuto l’assicurazione di una volontà comune di lottare per inserire una parte relativa allo stimolo della ripresa. Per la Francia, dove l’economia è tirata dai grandi gruppi, questa strada passa per anche il rilancio delle infrastrutture (che qui, grazie a una relativa efficienza, hanno attratto investimenti, per esempio la Toyoya a Valenciennes).

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