L'APPELLO "SOCIALISTA" CHE FA DISCUTERE SEL
Ci ha colpito in queste ore un appello che sta girando in rete per chiedere a SEL di entrare nella famiglia dei socialisti europei. L'appello a vedere i commenti ha spaccato la base del partito, aprendo una discussione in rete che probabilmente molto presto si aprirà nel partito. Evidentemente qualcuno, com'era già avvenuto con Zapatero, ha cercato di sfruttare l'effetto Hollande pensando che la collocazione del nostro paese sia come quella francese, e che dall'Europa possa arrivare la salvezza. Peccato però che con il Fiscal Compact operativo la direzione obbligata per l'Italia è quella che va verso Atene e non verso Parigi. Qualcuno dovrà pur spiegare agli elettori e militanti di SEL che la collocazione internazionale sancita con il Fiscal Compact determina un livello di lacrime e sangue molto diverso da paese a paese nel vecchio continente. Se in Francia il socialista Hollande si può quindi permettere di rilanciare il tema del rigore e della crescita sperando in qualche euro bond concesso dalla Merkel, in Italia con l'introduzione del Fiscal Compact il rigore schianterà qualsiasi ipotesi di crescita deprimendo la nostra economia e tagilando ancora di più servizi e diritti. Il rafforzamento del patto si stabilità che verrà ratificato presto alle camere (ora in discussione in terza commissione al Senato nel silenzio assoluto dei media di regime) utilizza come criterio fondamentale il rapporto del debito pubblico rispetto al PIL. Se questo rapporto per la Francia si aggira all'85% per l'Italia è al 120%. Il nuovo trattato prevede che il ritmo di rientro forzato del debito per la quota eccedente il 60% di tale rapporto sia pari ad un ventesimo ogni anno. Fatti i conti per l'Italia sono una ventina di finanziarie da 45 miliardi l'anno. Cari compagni di SEL invece di discutere di entrare nel PSE perchè non discutiamo di come ricostruire una sinistra unita nel nostro paese per eliminarci di dosso il rigore che ci impone il Fiscal Compact?
