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Scende in piazza l'Italia contro le stragi e la cultura della paura: "Non ci fermerete"

Tante le manifestazioni e le iniziative che si sono tenute questo pomeriggio in Italia per condannare l'attentato di Brindisi in cui ha perso la vita una ragazza e un'altra è in gravi condizioni. Degli altri studenti feriti, due sono ancora in gravi condizioni, ricoverati a Brindisi, ma la prognosi è riservata per tutti.

Brindisi

“Fuori i politici dal palco, non vogliamo collusi non vogliamo ascoltarvi. Le scuole non si toccano”. E giù fischi. Nella gremitissima piazza della Vittoria a Brindisi dove oggi pomeriggio c’è stata, partita con un minuto di silenzio, la manifestazione contro l’attentato di stamattina, è in realtà andata in onda una dura rappresentazione di antipolitica. Sul palco c'erano numerosi esponenti politici sia di centrodestra sia di centrosinistra sia nazionali sia regionali. Le proteste, che non hanno risparmiato nemmeno il vescovo, si sono placate dopo che il sindaco, Mimmo Consales, e ha sottolineato la necessità di “restare uniti”.

“Bisogna lanciare una grande battaglia contro tutte le forme di eversione. Bisogna ripartire da ciò che deve fare lo Stato, le amministrazioni le forze di polizia e di indagine”, ha detto la leader nazionale della Cgil Susanna Camusso, parlando con i giornalisti al termine della manifestazione. “Un atto assolutamente inaudito - ha aggiunto - un'ennesima escalation. Quante volte in questi 30 anni ci siamo detti: 'non era mai successo prima’. Quindi, oltre alla straordinaria rabbia che genera un'idea che si attacchi una scuola e dei ragazzi così giovani - ha proseguito Camusso - il primo appello è: interrompiamo la paura e l'idea che ci possa essere la paura di andare a scuola”.


Milano

Almeno un migliaio di persone hanno invaso Piazza della Scala in risposta al tragico attentato di Brindisi. Nonostante la pioggia la cittadinanza è scesa in piazza con bandiere e cartelli a sostegno delle persone coinvolte nell'attentato. All'incontro, svoltosi all'ingresso di Palazzo Marino, sono intervenuti tra gli altri Basilio Rizzo, presidente del Consiglio Comunale, Nando Dalla Chiesa, presidente del comitato di esperti antimafia che collabora con il Comune di Milano, David Gentili, presidente della commissione antimafia e il presidente della provincia di Milano Guido Podestà. Presidi di solidarietà si sono svolti anche in altre città lombarde.

“Orgoglioso della risposta della città”, ha detto Rizzo, “che ci fa render conto del livello di barbarie raggiunto per scelte dissennate di chi vuole mettere in discussione la democrazia”.”È difficile, per le coincidenze, non collegare l'atto alla precisa volontà di fermare il cammino verso la legalità e mettere discussione la convivenza democratica - ha aggiunto - e la risposta di Milano è questo presidio democratico per far sapere vicinanza a nostri concittadini e per far sapere a chi mette le bombe, che c'è abbastanza forza nel paese per contrastarli”. A concludere il presidio, a cui era presente quasi l'intera giunta, molti rappresentanti del consiglio comunale e molti altri volti noti tra cui don Virginio Colmegna, Gherardo Colombo, Roberto Cenati (Anpi), il presidente della commissione antimafia David Gentili. Un altro presidio c’è stato poi  in via Palestro davanti al Pac, mentre Rizzo ha dato appuntamento ai cittadini mercoledì' alle 17.30 davanti all'albero di Falcone e Borsellino.

 

Roma

“Vigliacchi, non abbiamo paura”. È raccolto in questo striscione il messaggio che associazioni e cittadini hanno voluto lanciare questa sera dal Pantheon a Roma, dove si è svolto il presidio di solidarietà organizzato dall'associazione antimafia DaSud per le vittime dell'attentato di stamattina a Brindisi. “Non si può morire entrando a scuola”, era scritto su uno striscione degli studenti della Rete della Conoscenza, mentre un altro, dei Giovani Comunisti, recitava “La mafia uccide, il silenzio pure”. E poi altri cartelloni, come “Contro ogni mafia” e “Basta, vogliamo solo la verità”. In piazza, oltre ai membri dell'associazione DaSud, c'erano i ragazzi di Libera, il Pd Roma, Sinistra ecologia e Libertà, Prc, la Fgci (l'organizzazione giovanile del Pdci), i Giovani Idv del Lazio, i Giovani Comunisti, la Rete degli studenti, l'Unione degli universitari, la Rete della conoscenza, il Forum giovani del Lazio, gli iscritti agli atenei capitolini, i ragazzi dei licei e moltissimi cittadini. “Quello che è successo deve far riflettere tutti - hanno detto al megafono i membri dell'associazione DaSud-: la cosiddetta società civile, la politica, il mondo istituzionale. Perché, anche se le indagini rilevassero che la matrice dell'attentato non è mafiosa, è evidente che l'obiettivo, il momento storico, il ventennale della strage di Capaci, il passaggio della carovana antimafia ci parlano comunque del tentativo di richiamare ad anni bui della storia del nostro Paese. Per questa ragione - hanno concluso - il 26 maggio torneremo in piazza a Roma, a piazza Vittorio: per la scuola, per le vittime delle mafie, delle stragi, del terrorismo. Per i diritti, la verità e la giustizia in questo Paese”.

 

Novara

Politici, sindacalisti, lavoratori, pensionati, ma soprattutto tanta gente comune, mamme e papà con i loro figli e un grande striscione con la scritta “la cultura fermerà le vostre bombe”. Novara ha risposto con una manifestazione spontanea davanti alla Prefettura per testimoniare la propria solidarietà alla giovane studentessa uccisa nell'attentato di Brindisi e per dire “No” alla cultura della paura e della prevaricazione. “È una vera e propria mobilitazione della società civile - commenta Roberto Leggero, membro dell'associazione La Torre-Mattarella - Siamo qui per dire che è un gesto inaccettabile. E siamo qui per esprimere la nostra vicinanza alle famiglie colpite, ai giovani tutti. Dobbiamo dire no a questa cultura di paura che punta a spaventare le coscienze creando le condizioni per una invivibilità delle nostre città. Qui al nord - ha concluso - il lavoro da fare è ancora molto, non dobbiamo pensare che questi problemi riguardino solo il sud d'Italia”.

 

Torino

È nata in modo spontaneo anche a Torino, con un passa parola iniziato stamani durante un incontro con i giovani a Biennale Democrazia per la Legalità, una fiaccolata di solidarietà alle vittime dell'attentato di Brindisi che si è svolta in serata nel centro di Torino. Centinaia e centinaia di persone, in silenzio, portando candele, torce e fiori, hanno raggiunto la centrale piazza San Carlo, nel cuore della città, dove stamani è stata inaugurata la mostra '365 giorni di legalità’, allestita nell'ambito delle iniziative di Biennale Democrazia per la Legalità. Sempre in modo spontaneo, con un sottofondo musicale ad opera di un gruppo locale, alcuni ragazzi hanno cominciato a leggere brani sulla libertà e la legalità, ma anche commoventi lettere di studenti piemontesi scritte subito aver appreso stamani della morte di Melissa e delle condizioni gravissime della sua compagna Veronica. Hanno aderito, a titolo personale, diversi esponenti di partiti, associazioni e amministrazioni locali tra cui Roberto Placido, vicepresidente del Consiglio regionale.

Perugia

Alcune centinaia di persone hanno manifestato oggi pomeriggio anche a Perugia, in piazza IV Novembre, per esprimere solidarietà alle persone colpite dall'attentato di Brindisi e per condannare ogni forma di violenza. La manifestazione è stata promossa, anche attraverso facebook, dai giovani democratici e da diverse associazioni studentesche con la partecipazione, fra gli altri, di Libera e della Cgil regionale. “Siamo sconvolti per l'attentato - hanno affermato gli organizzatori - ma non ci fermerete”. In piazza, con i perugini, anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e il sindaco della città, Wladimiro Boccali.

 

Firenze

Circa 500 persone si sono ritrovate stasera davanti alla Biblioteca Nazionale di Firenze per condannare l'attentato alla scuola di Brindisi. I manifestanti, che si sono dati appuntamento anche grazie ai social network, hanno poi deciso di raggiungere in corteo via dei Georgofili, luogo dove la mafia fece esplodere una bomba nel maggio 1993. 'Se non ora quando fermiamo la strage' e 'Libera contro tutte le mafie' sono due degli striscioni esposti durante il corteo. Alla manifestazione hanno partecipato numerosi studenti.


Bologna

“Esprimiamo la nostra solidarietà alla comunità brindisina, duramente colpita dall'ignobile attentato di questa mattina, e la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime. Respingiamo con forza e fermezza assoluta ogni tentativo terroristico e criminale volto a minare le fondamenta democratiche del nostro Paese”. È quanto si legge nel comunicato congiunto firmato da Verdi, Sel, Pd, Psi, Fli, Pdl, Idv, Fds, Cgil, Cisl, Uil, Libra terra, Arci, Adest e Libera di Bologna che hanno indetto un presidio oggi in piazza Nettuno sotto le Due Torri. Il presidio è unitario, coinvolge anche Comune, Provincia e Regione, ed è stato indetto “in difesa della democrazia e della legalità”. I firmatari della nota si sono anche detto pronti a “offrire concretamente aiuto” alla comunità brindisina