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TORINO: IL PARTITO DELLA MARMELLATA ESTERNALIZZA GLI ASILI NIDO
 

La vicenda delle maestre torinesi non confermate dal comune, licenziate sarebbe formalmente non corretto, e riassunte dalle cooperative merita la terza puntata: l’esito tragico-farsesco. La passata settimana sindacati confederali e Comune di Torino hanno trovato un accordo: nove nidi saranno dati in concessione, attraverso un apposito bando, alle cooperative sociali. E’ accaduto, come scritto in passato, quanto le maestre, genitori e molti cittadini volevano evitare in ogni modo. Ieri un nuovo presidio di maestre e genitori ha quindi salutato l’accordo partorito dalla giunta Fassino. Sotto il palazzo del Comune insieme alle maestre erano presenti anche altri operatori di coopertive torinesi: alcuni sono pagati meno di quattro euro all’ora per fare i controllori sulla linea quattro, altri semplicemente non sono pagati. Dopo il presidio un corteo spontaneo composto da educatrici e genitori si è spostato verso la sede dell’assessorato ai servizi educativi.

Qui si è manifestato il solito tragicomico teatro del potere, o sedicente tale, perché tra i manifestanti erano presenti sia i sindacalisti che i politici che solo una settimana fa hanno firmato l’accordo. Ad eccellere la coppia Cgil-Sel che lottano ancora al fianco delle maestre, bimbi, mamme e papà: senza se e senza ma. Quando finirà questo amaro avanspettacolo volto tenere buono chi si sta stufando di essere buono?

Il consigliere comunale vendoliano Michele Curto, che a novembre assunse il ruolo di lìder maximo della lotta solo una settimana fa affermava: “un altro passo in avanti è stato fatto. Era determinante garantire la difesa delle lavoratrici precarie e la loro retribuzione”. Beh, se c’è pure la retribuzione ha ragione. E poi c’è anche il passo avanti. La promessa che l’esternalizzazione alle cooperative sarà solo per un anno, dopo di che, qualora il Comune di Torino rientri nel patto di stabilità, le maestre (quali, quante non si sa) verrebbero nuovamente assunte. Per chiunque conosca anche solo minimamente il potere delle cooperative a Torino l’idea che tra un anno possano mollare l’osso appare azzardata. E poi che importa se, calcolatrice alla mano, al momento delle trecento maestre precarie quasi la metà “rischia” di non essere presa nemmeno dalle cooperative. Inoltre, nell’incontro di chiarimento-trattativa tra la giunta che fa grandi passi avanti e la giunta che contesta i grandi passi avanti, è emersa tra le righe che l’esternalizzazione attuale dei servizi educativi sarebbe solo l’antipasto. Ezio Locatelli, segretario provinciale del Prc era presente insieme ad altri militanti alla manifestazione, ed ha dichiarato: “La maggioranza dopo aver detto in campagna elettorale che mai e poi mai avrebbe tagliato i servizi pubblici, con particolare riferimento ai servizi sociali, sta andando in senso esattamente opposto: tagli di risorse e di personale, ridimensionamento, esternalizzazioni, privatizzazione di servizi in campo socio-assistenziale, educativo, ricreativo con la scusa dei vincoli di bilancio. E’ ora che Sinistra Ecologia e Libertà faccia ciò che ha detto sempre di fare, ovvero ritirare la propria rappresentanza dalla maggioranza di fronte a scelte irricevibili, assurde, sbagliate che vanno verso lo smantellamento dei servizi educativi e sociali”. Ci sarebbe poi da scrivere dell’assessore vendoliano Maria Grazia Pellerino, che vergò di suo pugno una lettera che letta oggi effettivamente non ha un significato, ma che tutti interpretarono, due mesi fa, come una minaccia di dimissioni qualora vi fosse stato l’esito in essere.

La Pellerino, assente dal tavolo della scorsa settimana che ha preso le decisioni finali, si è definita poi “soddisfatta dell’accordo raggiunto con la collaborazione delle organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil e Csa, che consentirà il mantenimento dell’offerta di servizi educativi rivolti all’infanzia uguale in qualità e dimensione anche per il prossimo anno scolastico”. Soddisfatto anche sindaco e dirigenti comunali. Tutti soddisfatti, tranne maestre e genitori, riunitisi nel Comitato Zero-sei (www. Zero-sei.com). Gente strana, piena di pretese, che denuncia: “Sappiamo bene, dall’esperienza di esternalizzazione che ha recentemente riguardato gli assistenti educativi, che la cooperativa che si aggiudicherà la concessione potrà applicare ai propri lavoratori il contratto che più riterrà opportuno al di là di ogni accordo pregresso tra sindacati e amministrazione.”

Il tempo della ricreazione, delle minacce di uscita dalla giunta, della lotta dura con tanta paura è quindi finito. Il sindaco Fassino ha richiamato all’ordine i suoi subordinati di giunta.

In questo scenario non desta clamore nemmeno la capriola carpiata del sindacato.

Fino al giorno prima dell’esito confermava lo sciopero a scacchiera del servizio nidi per la prossima settimana. Poi, dopo le contestazioni del primo maggio, il Partito della Marmellata (camera del lavoro in primis) deve aver fatto la voce grossa con Cgil, Cisl e Uil che, oltre ad ingoiare il boccone della esternalizzazione, hanno dovuto anche revocare lo sciopero. In virtù di quali miglioramenti non è dato capire. Ad eccellere è la Cgil che si dice soddisfatta, anche lei, per il risultato, mentre la Cisl ha almeno il coraggio di ammettere che “… senza dubbio rimane il boccone amaro per quei nove asili in concessione”.

Maurizio Pagliassotti, autore de “Chi Comanda Torino” – Editrice Castelvecchi.

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