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Benigni show: «Monti lo metterei in Purgatorio, non all'Inferno»
«Finalmente questo riconoscimento dopo che da anni parlo di Firenze, certo sono 20 anni che parlo anche di un'altra persona, ma da Arcore non è arrivato nulla». Lo ha detto Roberto Benigni, parlando nel Salone dei Cinquecento a Firenze, dopo la consegna della cittadinanza onoraria che il Comune gli aveva conferito nel 1999 ma che ritira oggi. Sempre a Palazzo Vecchio, l'attore presenta la sua nuova edizione di "TuttoDante", letture di canti della Divina Commedia in piazza Santa Croce a partire dalla seconda metà di luglio.

«Il lavoro sia al primo posto per i politici»
«Il lavoro sta venendo un po' meno» e questo «è la cosa che intristisce di più», come è triste anche pensare alle popolazioni colpite dal terremoto «a cui siamo vicini, senza dimenticarsi L'Aquila». Lo ha sottolineato Benigni dicendo che il lavoro «dovrebbe essere il primo punto del programma di ogni progetto politico: amare il proprio lavoro e far sì che si ami il proprio lavoro». «In questo momento politico è importante pensare al lavoro - ha aggiunto - e il lavoro non c'è solo quando c'è la ricompensa della busta paga, non è solo quello: dentro la busta paga c'è un'altra ricompensa, troviamo noi stessi, la nostra identità».

«Renzi mi dà la cittadinanza quando c'è l'Imu»
«Era dai tempi di La Pira che me la volevano dare», ha scherzato Benigni elencando finte scuse per evitare di prenderla. «Grazie, eh? quando passo da Firenze, verrò a prenderla». Alla fine, Benigni si è dovuto arrendere all'insistenza dell'attuale sindaco: «Renzi insisteva tanto verrò, dicevo io, quando passo da Firenze». E invece «me l'ha voluta dare proprio quando è scattata l'Imu, nel momento preciso per farmela pagare. Prendi una casettina qui, m'ha detto Renzi, prendi la residenza e tutte le cose che c'è da fare...» Benigni ha comunque ribadito di essere in realtà «un toscano», «un cittadino del mondo» e comunque un «cittadino di Vergaio». L'attore non ha risparmiato un passaggio del suo discorso sul suo capoluogo di origine: «vengo da una città lontanissima, una grande città cinese, Prato. Ho fatto un viaggio enorme per venire qui».

«Monti lo metterei in Purgatorio»
«Mario Monti lo metterei in Purgatorio, non me lo fate mettere nell'Inferno, io lo metteri anche in Paradiso», ha risposto a un giornalista nel corso della presentazione dello spettacolo 'tuttodante' «Il Purgatorio è la cantica più dolce, pacata, educata, ed anche la più tecnica e la più riuscita perchè tecnicamente perfetta. il Purgatorio porta fuori dallo spread infernale. Monti potrebbe stare in un canto del purgatorio in cui ci sono quegli spiriti tecnicamente perfetti».

A Renzi: «Quando sarai premier vengo a fare il sindaco»
«Quando sarai premier, se si libera il posto, vengo a fare il sindaco, lo faccio volentieri, anche perché vanno di moda i comici. Sono a disposizione», detto Benigni al sindaco di Firenze Matteo Renzi, durante la cerimonia in Palazzo Vecchio.

«Anche Balotelli si chiede? Matteo, ti candidi?»

«Renzi mi ha dato la cittadinanza onoraria perchè ci sono le primarie. Ora sono cittadino di Firenze, quindi devo votare a Firenze. Tra una settimana sono a Bologna e Bersani mi ha dato la cittadinanza di Bologna, insieme a Merola», ha detto Benigni sulla possibile candidatura di Renzi alla premiership. «Tu ci devi dire sì o no, ci pensano tutti - ha scherzato Benigni -. Ci ha pensato anche Balotelli quando nella partita con la Spagna si è fermato ed ha pensato: Renzi si candida o no?».

«Sono nel Salone dei 500, dei 50 per la Fornero»
«Sono qui nel Salone dei Cinquecento secondo l'Inps, secondo la Fornero Salone dei 50», ha detto Roberto Benigni, con una battuta sulla polemica sugli esodati, subito dopo aver ricevuto dal sindaco Matteo Renzi la cittadinanza onoraria che gli era stata conferita nel 1999. «Amici di Firenze, cari concittadini - ha esordito - è una soddisfazione, lascia fare».




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