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Finestra sul mondo. Legislative francesi, in attesa del secondo turno
I risultati elettorali del primo turno in Francia hanno stupito per il livello di astensione raggiunto. Solo il 58 per cento dei francesi ha scelto di votare per eleggere la nuova assemblea nazionale. Una percentuale del 20 % inferiore a quella ottenuta nelle elezioni presidenziali di poche settimane prima. In realtà il problema dell’astensione è spiegabile proprio con la vicinanza delle consultazioni presidenziali con quelle legislative. Un cambiamento introdotto da Sarkozy che sgonfia le seconde a discapito delle prime, portando a quell’effetto che giustamente Pierre Laurent, segretario del PCf, ha definito di “presidentalizzazione” delle elezioni politiche. Buona parte del corpo elettorale, archiviato Sarkozy, ha pensato che ciò fosse sufficiente a determinare il cambiamento auspicato e si è astenuto. Un’altra parte, invece, ha voluto rafforzare proprio il partito del Presidente eletto, che ha goduto di un indubbio effetto di trascinamento, abilmente ottenuto anche con l’annuncio di misure che andavano incontro alle aspettative del popolo della sinistra, quali quelle sull’età pensionabile. E’ molto probabile che d’ora in poi Hollande inizi a comunicare quelle dolorose, visto che la crisi avanza e che su questioni quali il fiscal compact e la politica economica i nodi verranno al pettine adesso. Il suo asse con Monti e, allo stesso tempo, il suo ignorare la Grecia e le richieste di Syriza (sospensione del Memorandum e rinegoziazione), non lascia presagire grandi cambiamenti nell’impianto liberista temperato che caratterizza le socialdemocrazie europee.

Il bipolarismo indebolito nel primo turno presidenziale, con i due maggiori candidati al ballottaggio poco al di sopra del 50 per cento, e con alla loro sinistra e alla loro destra due candidature oltre il 10%, Melenchon e Le Pen, viene invece rafforzato in quelle legislative. I blocchi legati al Ps e all’Ump si affermano entrambi con percentuali vicine al 35 %. Insieme raccolgono il 70 per cento dei suffragi. Fdg e Fn, all’11% e al 17 % alle presidenziali, arrivano al 7 e al 13 rispettivamente. Scompare il centro di Bayrou, colpito già duramente alle presidenziali, e definitivamente affondato alle legislative. Il Fronte de Gauche ottiene, per la precisione, il 6,8 dei voti. Rispetto alle elezioni legislative di 5 anni fa, aumenta del 2,1 % e di 550000 voti assoluti rispetto al 4,7 raggiunto dal Pcf. Eppure rischia di eleggere meno deputati. E’ l’effetto del sistema a doppio turno, un sistema pensato e costruito per favorire il bipolarismo, e difatti cosi accade. 
Questa differente distribuzione è dovuta al parallelo aumento nei seggi di sinistra dei socialisti e dei loro alleati, che hanno in alcuni casi superato i candidati del Front de Gauche, che pur arrivando al ballottaggio, in virtù della consolidata tradizione repubblicana di sostegno reciproco a sinistra, si ritireranno al secondo turno in favore dei migliori piazzati. E’ quanto accaduto nel collegio dove Jean Luc Melenchon ha combattuto una dura e aspra battaglia contro Marine Le Pen. Per pochi voti è stato superato dal candidato socialista, e Melenchon, anche se ha raggiunto il 21% e avrebbe potuto comunque concorrere, ha deciso di ritirare la propria candidatura per sostenere quella socialista. Il Front National può per la prima volta eleggere, e per la prima volta si aprono crepe sul patto repubblicano nella destra gollista. Un segnale inquietante e da non sottovalutare.

Domenica si vedrà se il Ps avrà la maggioranza assoluta o meno dei seggi all’assemblea nazionale. E’ probabile di sì, anche se le gaffe della première dame non aiutano l’obiettivo. Il Front de Gauche ha comunque da tempo annunciato che non parteciperà al governo. Una scelta dovuta alle enormi differenze programmatiche. Soprattutto riguardo alla crisi e all’Europa. Su fiscal compact e Unione europea, liberismo e intervento pubblico in economia, Hollande è incerto. Il Fdg ha comunque vissuto mesi straordinari, per partecipazione popolare, sostegno e anche per risultati. Certo, brucia eleggere meno deputati, ma una nuova dinamica si è messa in moto in Francia. La seconda forza della sinistra è il Fdg, ha una dimensione di massa e un profilo nazionale, ed è chiaramente antiliberista. Ha le proposte per uscire dalla crisi da sinistra. Quella crisi su cui si misurerà la vera natura di Hollande.
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