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La Grecia torna al circolo vizioso

I corrotti al governo, ancora rigore e memorandum. Chi ha vinto?

Dopo una campagna senza precedenti di paura, ricatti e minacce contro Syriza da parte di leader tedeschi, europei e del Fondo monetario internazionale (Fmi), Nuova democrazia (Nd), il partito di centro-destra pro-memorandum ha vinto di un soffio ed è pronta a formare un governo col suo compagno di corruzione, il Pasok. Un simile esecutivo potrà durare a lungo? Ne dubito.
La Germania è sotto pressione da parte di Obama e Hollande che le chiedono di cambiare direzione e rinegoziare gli accordi di «salvataggio» già sottoscritti con i governi della periferia europea. Ma le crisi in Spagna e altrove, specialmente in Portogallo e a Cipro, sono molto dure e richiedono riforme profonde, come un’unione bancaria e un’unione di trasferimento (di ricchezza dai paesi più ricchi a quelli più poveri, ndt) attraverso un fondo di riscatto paneuropeo e l’emissione di eurobond, il che significa che la Germania dovrebbe condividere la sua carta di credito con i paesi debitori. Tuttavia uno scenario simile pone ulteriori problemi a qualsiasi governo europeo, perché configura proposte politiche che consegnano l’indipendenza nazionale nelle mani della Germania (soprattutto l’unione di trasferimento). Inoltre – sia che queste proposte vengano approvate sia che vengano respinte – le politiche di «austerità» nella periferia continueranno, e daranno vita a nuove mobilitazioni popolari e agitazioni sociali. In Grecia il blocco politico della destra governerà sulla base del programma imposto dalla troika (Fmi, Bce, Ue) nella speranza di raggiungere un avanzo primario di bilancio, in modo che il paese possa fare default ufficialmente, all’interno dell’area euro. Ma tutto ciò richiederà ulteriore «austerità», più tasse e tagli ai salari, più prestiti. In altre parole un circolo vizioso di proliferazione del debito, della disoccupazione e di contrazione del prodotto interno lordo.
Dall’altro lato, Syriza è forte. In meno di tre anni il suo blocco elettorale è cresciuto dal 4,6% (nel 2009) al 16,8% (il 6 maggio scorso), al 27% (17 giugno 2012). Una progressione politica e sociale spettacolare che non ha precedenti nella storia della Grecia e dell’Europa del dopoguerra, e che non si fermerà. Ora Syriza ha 71 deputati nel Parlamento ellenico, di 300 membri. È il partito della sinistra radicale più forte d’Europa e ha messo su reti di solidarietà e assemblee popolari in tutto il Paese. Con ogni probabilità, formerà un governo ombra che attaccherà ogni singolo provvedimento che verrà preso dal blocco di centro-destra e dai suoi protettori stranieri. La troika ha già annunciato che è pronta a mandare ad Atene i suoi ispettori appena verrà formato il nuovo governo. Nello stesso tempo, e a causa della continua «austerità», Syriza avrà sempre più sostegno nella società, erodendo ulteriormente la base sociale del Pasok e di Nd. In altre parole, la coalizione di destra pro-memorandum che si formerà dopo il voto di ieri, non ha alcuna possibilità di sopravvivere a lungo.
Un elemento chiave è tuttavia cosa farà la troika. Darà la possibilità al nuovo governo di rinegoziare il memorandum? Se sì, probabilmente si tratterà di cambiamenti di facciata, per tranquillizzare la società greca. Ma se le cose andranno davvero in questo modo, allora la vita del nuovo governo sarà brevissima. Date le pressioni che la Germania subisce da ogni lato, è probabile che il tentativo di applicare nella sua interezza il memorandum porti a un’uscita disordinata della Grecia dall’area euro. In qualsiasi scenario una cosa è certa: i voti in favore di Syriza continueranno ad aumentare.

(Vassilis K. Fouskas è professore di Relazioni internazionali alla Richmond University, Londra)

Traduzione di Michelangelo Cocco

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