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L'ABC DELLA VERGOGNA: ALFANO, BERSANI E CASINI ACCETTANO DI VOTARE DDL LAVORO ENTRO 28 GIUGNO. IN EUROPA CON LO SCALPO DELL'ARTICOLO 18.
I partiti della maggioranza hanno dato la loro disponibilità al governo ad approvare il ddl sulla riforma del mercato del lavoro entro la 'deadline' del Consiglio Ue del 28 giugno, così come chiesto da Mario Monti, che vuole spendersi la carta in Europa per dimostrare di aver fatto bene i compiti a casa. La Merkel sarà felice e quel giorno, invece di parlare di reale crescita, di uscita dalla crisi e di come si ferma la speculazione, sul tavolo probabilmente ci sarà ancora il tema del rigore a tutti i costi, quello necessario a ridare fiducia al 'dio' mercato. Ma all'ABC non interessa questo, interessa continuare a percorrere questa strada suicida, che fa vittime tra lavoratori e pensionati. Dall'Europa non arriverà niente di veramente nuovo (eurobond, etc.), niente di concreto, ma solo annunci e giudizi, positivi o negativi, sulle politiche dei paesi spreconi e indebitati. La politica del rigore rimarrà sovrana. 

Pd, Pdl e Udc parlano di una «intesa vincolante» su una serie di questioni: dalla soluzione del problema dei lavoratori esodati, agli ammortizzatori sociali, alla flessibilità in entrata. L'esito della riunione a Montecitorio tra i rappresentanti dei partiti e il ministro del Lavoro, Elsa Fornero sarebbe questo. Un bel modo di costruire a livello mediatico qualcosa che non esiste, cioè un dibattito vero per modificare (neanche a parlarne di eliminare) misure che peseranno drammaticamente su milioni di persone. Elsa Fornero al riguardo commenta: «Penso che sia stato un incontro molto costruttivo. Ho rilevato una buona disponibilità a considerare con grande senso di responsabilità la richiesta di Monti di approvare il ddl alla Camera con anticipo. A loro volta i partiti hanno chiesto da parte del governo sensibilità sulle materie discusse oggi, sui lavoratori che meritano di essere salvaguardati e magari qualche puntualizzazione sui temi del mercato del lavoro che potranno essere affrontati anche in altri provvedimenti». Insomma, pare che il 'pacco' sia bello e pronto per essere spedito a Bruxelles.
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