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ZERO TITULI. Un banchiere per nemico
Dite che cosa c'entra con noi Allen Stanford? C'entra, anche se a prima vista non sembrerebbe. Questo Allen Standford - 59 anni, titolare del premiato Standford Financial Group sito in Texas - non più tardi di una settimana fa è stato condannato a 110 anni di galera per una piccola truffa da 7 mila miliardi di dollari, grazie alla quale ha fregato alla grande, fino al 2009, almeno 30 mila investitori. Facile facile, utilizzando (senza nemmeno muoversi da casa) uno di quei mezzucci che non alzano polvere, non fanno rumore e non richiedono nemmeno di indossare un passamontagna nero. Mezzucci che conoscono solo loro, banchieri e company; nel caso di Allen Stanford si chiama "Schema Ponzi", una roba - si legge - inventata nel 1903 addirittura da un immigrato italiano, sbarcato negli Usa con due dollari in tasca, di nome appunto Charles Ponzi. In breve, lo Schema Ponzi, spiega Wikipedia, «consiste nel promettere agli investitori (vittime) alti guadagni pagando gli interessi maturati dai vecchi investitori coi soldi dei nuovi investitori». Una infinita catena di Sant'Antonio in perversa versione finanziaria che consente colossali speculazioni e, a un certo punto, corrispettivi colossali crac. Quello che è puntualmente capitato al caro Allen, cioè capitato ai suoi clienti, ivi compresi privati cittadini, imprese, banche, investitori istituzionali, lasciati sul lastrico. Lui ha fatto ricorso, mostrando i celebri guanti bianchi, ma probabilmente dovrà rassegnarsi a restare in cella fino al 2122. Multimiliardario, stratosferico come il protagonista di "Cosmopolis", l'ultimo film di Cronenberg - possedeva un castello di 60 stanze in Florida, una mezza dozzina di yacht, cinque-sei jet privati - il caro Allen è soprannominato "il piccolo Madoff". Vale a dire l'emulo di Bernardo Madoff, Bernie per gli amici, il banchiere condannato a 140 anni per lo stesso vizietto dello Schema Ponzi. Che, nel caso del caro Bernie, ha prodotto un crac di 60 miliardi di dollari. Uno dei più grandi disastri finanziari degli Usa che ha trascinato nella caduta istituti finanziari americani ed europei (Unicredit, Banco Popolare, Royal Bank of Scotland, l'inglese HSBC, tanto per citare) e costato un pesantissimo esborso di denaro pubblico per tentare il salvataggio del sistema e scongiurare il crollo dell'economia non solo statunitense. Sono infatti pur sempre quelli - 2008-2009 - gli anni che hanno visto anche i fasti della Lehman Brothers, un nonnulla da 800 miliardi di debito, la bancarotta più grande degli States. Quella che ha trascinato il mondo dentro la crisi nella quale ci stiamo ancora dibattendo. Ne hanno appunto testé parlato, in privato, tra loro, proprio i cosiddetti Grandi al cosiddetto G20 di Los Cabos. Lo ha persino rinfacciato lo stesso "nostro" Monti ad uno smemorato Obama: «La crisi attuale è nata dalla serie di squilibri macroeconomici la cui origine va ricercata negli Stati Uniti: il crollo di Wall Street dopo il crac della Lehman Brothers». Sì, Allen Standford ha a che fare con noi.
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