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In Grecia Syriza. E in Italia?
Si può costruire anche da noi, come nello stato ellenico, una forza politica di tipo federativo, incentrata sul rifiuto dell'austerità e il progetto di un'Europa diversa? Abbiamo sollecitato movimenti e sindacati, decisivi nella formulazione di un'offerta politica a sinistra nel nostro paese, a intervenire su questo tema, rispondendo alla domande che segue.

La vicenda greca e lo stesso esito delle elezioni che lì si sono svolte dimostrano che è possibile contrastare il mercatismo liberista, che non è vero che non esistano alternative alle devastanti ricette antisociali imposte come dogmi dal 'finanzcapitalismo' e che può affermarsi una sinistra capace di indicare una strada radicalmente diversa, affrancata dalle catene del pensiero dominante.
Syriza, forte della sua struttura federativa che ha saputo unire gran parte della sinistra ellenica e riscuotere un eccezionale consenso di massa, parla davvero a tutti i popoli europei, formula un'ipotesi di uscita dalla crisi che rovescia il paradigma monetarista per porre al centro delle politiche economiche e finanziarie il lavoro, lo stato sociale, il reddito, la tutela e i diritti dei più deboli, i beni comuni, proponendo che intorno a questi capisaldi si ricostruisca l'intero assetto economico e istituzionale dei poteri e la stessa architettura politica dell'Europa.
Ritenete che quel modello possa ispirare anche in Italia una sinistra, sociale e politica, ancora prigioniera di frammentazioni, divisioni, ambiguità che l'hanno sino ad ora relegata nella marginalità? E quali sono, a vostro avviso, i contenuti di un programma che possa sostenere un progetto di profonda trasformazione del Paese?
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