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Monti chiude il governo tecnico e dà il via alla campagna per il voto. Si comincia con lo Statuto dei lavoratori

"Certe disposizioni dello Statuto dei lavoratori ispirate all'intento nobile di difendere i lavoratori hanno determinato insufficiente creazione di posti di lavoro”. Il signor presidente del Consiglio Mario Monti non contento di aver fatto a pezzi l’articolo 18, senza ricavarne nulla di buono (lo dicono i Consulenti del lavoro) ecco che torna a bomba contro i diritti dei lavoratori. Stamattina stava un po’ girato il premier. Gli studenti gli hanno impedito di tenere il suo bel discorsetto in aula, all’Università Roma Tre, e lui ha pensato bene di collegarsi in videoconferenza. E si è voluto prendere la rivincita. Ma non è un tipo così umorale. Tutto ciò che fa ha una sua ratio. Tutto, meno la scelta di Elsa Fornero: ma questo è un altro discorso. La verità è che Monti sta per mettersi alla guida dei centristi in vista delle prossime elezioni. E il nuovo tormentone serve magnificamente alla bisogna. Quale arma migliore per far decomporre gli ultimi residui di Pd ostinatamente attaccati “al centro”? Quale migliore occasione con il cosiddetto tavolo di confronto con le parti sociali ancora aperto (sul nulla) di attaccare a testa bassa la Cgil costringendola a dichiarare lo sciopero generale? Infatti la “videoconferenzata” non ci ha risparmiato altre chicche del Monti-pensiero, tipo: "ho fatto in modo di evitare all'Italia una pesante cessione di sovranita', un vero commissariamento"; "sono orgoglioso di essere riuscito a far cooperare i tre partiti della maggioranza che si erano combattuti aspramente, e qualche volta incivilmente, fino al giorno prima" (Più centrista di così!); "se non fossimo passati all'euro i prezzi di beni e servizi in Italia sarebbero piu' alti di quelli che sono". E per finire con: "Il passaggio all'euro non e' solo un cambio di moneta ma anche un cambio di metodo di governo". Insomma, Monti smette di fare il “tecnico” e comincia a fare le prove dal sarto per l’abito da politico. Il sarto, ovviamente è il numinoso Giorgio (Re Sole) Napolitano: l’unico, vero, inimitabile artefice di una strategia di Governo tutta basata su sacrifici e attacchi ai diritti dei lavoratori e dei cittadini, e anche sul logoramento totale della sinistra.

Per adesso a reagire male alla sortita del presidente del Consiglio sono solo la sinistra, il sindacato e l’Idv. Il Pd aspetta l’ispirazione. giusta. Toccherà a Fassina? ''Penso che sia la dimostrazione che questo Governo non ha idea su cosa fare per lo sviluppo e la crescita – dice il leader della Cgil Susanna Camusso-. Che il Governo abbia esaurito qualunque spinta propulsiva - aggiunge - La ripetizione di un film che abbiamo gia' visto''.

Per Paolo Ferrero, segretario del Prc, Monti, “il presidente dei banchieri e degli speculatori”, con queste dichiarazioni ha cominciato la campagna elettorale per candidarsi a succedere a se stesso”. “Il governo Monti - ricorda Ferrero - ha determinato la piu' pesante recessione prodotta artificialmente da un governo della storia del paese. Monti succedera' a se stesso, si proseguira' la grande coalizione”. Il Prc accusa Bersani di “dormire”. “Da un lato rivendica la possibilita' di governare – aggiunge Ferrero - dall'altro, sostenendo il governo, mette le condizioni perche' questo continui. Nichi (presidente) Vendola si è limitato a dire che il suo pensiero diverge da quello di Monti e che questa ultima uscita non fa che convincerlo di più che la strada del referendum è quella giusta. Ci dobbiamo preoccupare che domani potrebbe convincersi “di meno”? Marco Ferrando, infine, ha sottolineato che è arrivato il momento di “spazzare via” il premier.

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