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ZERO TITULI. Mi ha voluto la Polverini
Fascistopoli a Roma, il tema merita una seconda puntata; e senza muoversi da lì, la Cloaca detta impropriamente Regione Lazio, in era Polverini.
Chi compare infatti dietro il capogruppo Pdl testé sostituito, quel tal noto Francesco Battistoni ormai salito alle cronache per via degli aperitivi "rinforzati" da 1.450 euro e per essere uno «da quattro volte in aula al mese e cene da cinquemila euro»? Compare il "volto nuovo" per antonomasia, Chiara Colosimo detta Chiaretta, 26 anni appena, già più giovane consigliere regionale del Pdl e oggi più giovane capogruppo regionale del medesimo Pdl. Volto nuovo, slogan "nuovo": «Basta coi previlegi, taglio alle spese!», si è messa subito a declamare, fiutata l'aria.
Carriera fulminea, chi era costei? Capelli neri, piccoletta, lineamenti marcati e gradevoli, spigliata. Non è la bella simil-olgettina tipo Nicole Minetti, ma un punto strettamente in comune con la consigliera regionale della Lombardia indagata per sfruttamento della prostituzione, ce l'ha: infatti anche lei, come l'ex igienista dentale, è stata eletta a colpo sicurissimo previo inserimento nel listino bloccato della Polverini.
E infatti, come la Minetti era la protetta preferita di Berlusconi, così lei era la protetta preferita della ormai ex governatrice (che le ha fatto omaggio di un abbraccio plateale sotto tutte le tv anche nel corso delle ultime "dolorose" circostanze).
Tipi un po' così, carriere un po' così. O dio, la biografia della Chiaretta è piuttosto smilza, laureanda in scienze politiche, romana della Balduina, iniziazione politica in seno all'Azione Studentesca (il movimento giovanile targato Msi e poi An, ben noto nella capitale). Fedelissima di Fabio Rampelli (lo storico capo degli ex An romani), gavetta e primi galloni alla Garbatella, dove si dà da fare nei ranghi della "Giovane Italia" e dove milita anche la Giorgia Meloni.
E' la Polverini che fortissimamente la vuole, così nel 2010 diventa magicamente consigliere regionale del Lazio: segni particolari un gabbiano stilizzato tatuato su una mano, appunto il simbolo dei seguaci rampelliani.
Fascistella di prima mano, "sicura". Subito dopo la "meritata" elezione, ha rilasciato una intervista a "Mtv" che molti giornali ora sono andati a rivedere. Ops, il "volto nuovo" eccolo lì fotografato su uno sfondo appropriato: un manifesto che immortala con la dovuta enfasi il Capitanu, al secolo Corneliu Zelea Codreanu, il capo della "Guardia di ferro", il movimento rumeno filonazista e antisemita da lui creato negli Trenta. «Siamo la destra di oggi e non abbiamo nessun ricordo nostalgico - dice nell'intervista - Ma non si può negare che Mussolini abbia scritto una pagina di storia», suvvia. E rivela: «Prima facevo tutta un'altra vita, facevo anche la cubista al Gilda» (noto night club romano dalle parti di piazza di Spagna).
Curriculum perfetto. E quindi ha dichiarato che, lei, «certo» si ricandiderà.
(Ma vuoi vedere che, proprio come al Gilda, c'è il buttafuori)?
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