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O con Monti o contro Monti. Non c'è altra via.
"Se c'è chi non è d'accordo con le politiche del Governo Monti si presenti alle elezioni e si candidi alla guida del paese con le sue proposte, a quel punto decideranno gli elettori. Ma se invece si vuole andare avanti sulla strada tracciata da Monti, tanto vale tenere lui alla guida del governo. Anche e soprattutto per la sua credibilità internazionale." Parola di Stefano Ciccanti autorevole senatore PD di area Veltroniana. Come non ammettere, da posizioni opposte, che fuori da ipocrisie e politicismi, questo ragionamento sia perfettamente lineare? D'altro canto se non si disdetta il fiscal compact e non si tolgono di mezzo quella insensata spending review e gli altri scempi del governo Monti (cose che Bersani non vuol minimamente fare), come negare che il "professore" emissario dei banchieri sia la persona più credibile per gestire con spietata "efficacia" l'applicazione delle sue misure? Per svendere e privatizzare beni comuni e servizi pubblici, licenziare nel pubblico, tagliare ancora stato sociale e diritti del lavoro. A noi, alla sinistra tocca invece attaccare frontalmente queste misure, proporre un progetto alternativo. L'unico in grado di salvare civiltà, democrazia e di portarci fuori dalla crisi. Redistribuzione delle ricchezze, new deal, nuove ed ecologiche politiche industriali pubbliche. Un programma concreto di governo, se del caso, di forte opposizione. Non certo come quella sedata nei mesi scorsi dai collateralismi sindacali col PD. Forza diamoci da fare i tempi stringono!

* Portavoce Fds 
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