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A Genova si stinge l'arancione di Doria

Ultimatum Pd al sindaco arancione: prendi l'Udc, scarica l'Idv. E facciamo Gronda e Tav. Dopo la primavera genovese, l'inverno delle Grandi Opere? Andiamo con ordine: il Pd genovese ha scritto 22 righe al sindaco di Genova per proporre a Doria «l'organizzazione di una giornata seminariale che prepari il dibattito sulle linee programmatiche». Chi guarda Genova, sa bene che anche a Genova si deve leggere tra le righe.

Il Pd ha la maggioranza relativa a Tursi, il municipio genovese, ma Doria potrebbe avere una maggioranza più di sinistra potendo contare, ipoteticamente, su Sel, sulla lista a suo nome che ha eletto esponenti dei movimenti cittadini, sull'anomala Idv locale (divisa tra persone che vengono da sinistra e quelle al seguito del potente leader di un sindacato di polizia tutt'altro che di sinistra), oltre alla Fds. Ma Repubblica chiede al sindaco come "valorizzare" i due consiglieri Udc che hanno girato le spalle ad Enrico Musso, leader del centrodestra, e che, ad esempio sull'Amt, hanno votato con la giunta (per la privatizzazione del trasporto pubblico)? E che sono pro Gronda! Dettaglio tutt'altro che trascurabile visto che l'opera costerebbe oltre 3,2 miliardi di euro a fronte di un impatto ambientale rilevante con gli scavi in zone amiantifere e a un'utilità tutta da dimostrare (sottrarrebbe meno del 20% del traffico all'attuale tracciato). Doria, anche se è sparita dal programma l'opzione zero, è "perplesso" sulla Gronda, fatto inedito per la città, ma il Pd lo pressa: il rientro dalle ferie «rappresenta quest'anno un momento decisivo».

«Ma così si destabilizzerebbe l'accordo politico che aveva consentito la sconfitta della destra (compresa il partito di Casini) e il candidato grillino!», prova a far notare Antonio Bruno, capogruppo Fds. Per la prima volta, i movimenti sociali hanno eletto 9 esponenti nella maggioranza (6 lista Doria, 2 Sel, 1 Fds) e 5 grillini. Lista Doria, Sel e Fds E' chiaro che, in questo caso, il rappresentante della sinistra passerebbe formalmente all'opposizione, lasciando ai consiglieri della lista Doria (un mix di movimenti e comitati territoriali) e ai vendoliani il compito di far cadere la giunta oppure restare a puntellare la nuova maggioranza centrista e cementista.

La partita è importante: Doria è stato eletto sull'onda dell'entusiasmo per una nuova politica sul territorio ma il suo programma sulle Grandi opere lascia dubbi fin dall'inizio. Ad esempio glissa da sempre sul Terzo Valico (la Tav ligure piemontese): collegamento ferroviario da Genova Fegino a Tortona dal costo simile a una manovra economica - 6,3 miliardi di euro - anche questo scavando in zone ricche del pericolosissimo amianto. Poche settimane fa, una mozione firmata da Fds, Sel e molti consiglieri della lista Doria ha chiesto invece la moratoria sul Terzo Valico creando scompiglio a Tursi. Ma Doria, al contrario, ha spinto per far approvare al Consiglio Comunale una delibera di indirizzo sul trasporto pubblico, che prevede entro il 30 settembre il taglio del costo del lavoro (tagli al servizio, prolungamento dei turni di guida, cassa integrazione, minaccia di disdettare gli accordi sindacali aziendali) e l'avvio di un processo di privatizzazione, sull'esempio fiorentino (100 % delle azioni della società di trasporto pubblico a un'altra di Trenitalia da parte del sindaco Renzi).

La riprivatizzazione della genovese Amt avviene dopo l'esperienza fallimentare della vendita del 41% delle azioni alla società francese Transdev e alla faccia del pronunciamento della Corte Costituzionale che conferma il plebiscitario voto popolare contro l'obbligo alla privatizzazione dei servizi pubblici locali.

Cosa accadrà ora che si dovrà parlare di Gronda, Piano Urbanistico Comunale, inceneritore/ gassificatore, rispetto del referendum in merito all'eliminazione della remunerazione del capitale investito nella bolletta? «Se il movimento ampio e plurale si svegliasse e desse una mano, non sarebbe male», scrive su facebook il capogruppo Fds.

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