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La manovrina di Saccomanni annuncia il disastro prossimo venturo
Tagli ai ministeri e ai trasferimenti agli enti locali (1,1 mld), vendita di immobili del Demanio e dello Stato a Cdp (500 milioni). Il Governo tira a campare. E nella sua scala delle priorità mette prima il rientro dal “confine” del 3%, “perché lo vuole l’Europa”. Fabrizio Saccomanni,in partenza per Washington e Lussemburgo, con la sua bella medaglietta da 1,6miliardi, però, ha solo messo una pezza. I problemi, dall’Imu alla cassa integrazione, restano tutti sul tappeto. E quindi serviranno altri interventi. E’ proprio lui, il ministro dell'Economia, alla fine del Cdm a Palazzo Chigi, a illustrare la manovra correttiva per riportare il disavanzo 2013 nei giusti limiti. E’ tutto un gioco pirotecnico di taglia e cuci: arrivano i soldi per il fondo immigrazione e per i minori stranieri ma saltano i 330 milioni di euro per rifinanziare la cassa integrazione. Il dossier sulla cassa integrazione non e' pero' archiviato e dovrebbe essere affrontato in un decreto collegato alla legge di Stabilita', che arrivera' la prossima settimana. ''In quell'occasione c'e' la possibilita' di fare un decreto parallelo in cui possono essere affrontate questioni'' che sono rimaste oggi aperte, come appunto la cig. ''I tagli alla spesa sono tagli sulle spese rimodulabili e ancora oggetto di discrezionalita' dei singoli ministeri - ha spiegato il ministro dell'Economia – con l'esclusione di ministeri come la ricerca, l'istruzione e la sanita', in forma piu' o meno lineare''. Per gli immobili entra invece in campo Cdp, come ventilato nelle scorse settimane.
Al Consiglio dei ministri non si e' parlato invece della 'golden power' e di Alitalia, mentre un primo giro di tavolo e' stato fatto sulla legge di stabilita' ed ''e' condivisa da tutti l'idea di dare un segnale significativo sul cuneo fiscale e sulle buste paga dei lavoratori''.

Saccomanni oggi sara' a Washington per la riunione al Fondo Monetario Internazionale, lunedi' invece sara' a Lussemburgo per l'Ecofin. L'importante era dunque poter presentarsi ai partner con i conti nuovamente a posto. Una maggiore coesione nella maggioranza avrebbe ulteriormente dato una mano.
I dolori arriveranno con la Legge di stabilità. E quindi le accise potrebbero tornare in campo. Un capitolo molto delicato sarà quello degli Enti locali. Ieri c’era molto nervosismo in giro per le indiscrezioni che filtravano dall’Economia. Voci talmente insistenti che ad un certo punto è dovuto intervenire il presidente dell’Anci, Piero Fassino. "Dopo dieci anni di continui tagli- ha detto – gli Enti locali italiani non sono piu' in grado di sostenere ulteriori riduzioni delle loro risorse. Ci aspettiamo che la legge di stabilita' onori l'impegno, assunto dal Presidente del Consiglio e dal Governo, ad evitare nuovi tagli e ad aprire invece una nuova stagione nei rapporti tra Stato e Comuni". Si sta parlando di la sospensione della riduzione del Patto di Stabilita' di 500 milioni per il 2013, della mancata proroga al 30 dicembre il termine per la restituzione delle anticipazioni di tesoreria e della discrezionalità sull'adozione della delibera per il riequilibrio dei bilanci. Tutti capitoli che fanno innervosire molto sindaci e presidenti di Regione. 

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