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Ferrero (Rc): «Le carceri sono piene per colpa della Bossi-Fini e della Fini-Giovanardi»

di Marta Moriconi – intelligonews.it – Con Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, IntelligoNews ha parlato di legge Bossi-Fini, dell’emergenza carceri e delle polemiche inerenti che stanno accendendo il dibattito politico.

Primo via libera in Commissione giustizia del Senato all’abolizione del reato di immigrazione clandestina. E’ soddisfatto?

«E’ un segno molto positivo. Per adesso è solo un passo, ma il cammino è lungo. Confido che si faccia e si faccia rapidamente».

Ma rimangono in piedi tutti i procedimenti per l’espulsione e tutte le altre fattispecie di reato compresi dalla Bossi-Fini…

«E’ evidente che le politiche sull’immigrazione non funzionano. Producono solo clandestini, per di più considerati fuori legge. Questo è un meccanismo che produce disgregazione e dissoluzione sociale. C’è ancora molto da ripensare, a partire da come si costruisce una relazione tra i Paesi del Sud del Mediterraneo e l’Europa. Il problema vero è questo: da un lato l’Europa vende le armi per le guerre in Africa e poi tira su un muro alla frontiera per evitare che arrivino i profughi. In questo modo, concretamente, destabilizza i Paesi del Mediterraneo. Ma non solo».

Non solo?

«In molti Paesi del Nord Africa è stata distrutta la piccola proprietà contadina, i grandi imprenditori europei hanno fatto monocolture con centinaia di migliaia di agricoltori fatti fuori dai loro appezzamenti. E’ la logica delle multinazionali».

In sostanza l’immigrato irregolare compirà un illecito amministrativo che potrà essere punibile solo con un ordine di espatrio e non con l’arresto. Sembra piuttosto in linea con l’allarme carceri lanciato da Napolitano proprio due giorni fa (senza parlare della polemica che ne è scaturita)…

«Lo considererei positivo. Le carceri sono piene in virtù di due leggi: la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi. Queste due leggi da sole fanno molto più della metà della popolazione carceraria. E quindi se si arrivasse a fare sul serio, l’abolizione del reato di clandestinità sarebbe un buon passo, poi si dovrebbero abolire la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi, facendo finalmente delle leggi civili. Finalmente si smetterebbe di riempire le galere con gente che non ha fatto nulla di male».

Trova anche lei che la proposta di Napolitano alle Camere sull’amnistia e l’indulto vada letta come una sorta di “salva-Berlusconi”?

«Non le so dire le ragioni per cui Napolitano ha detto le cose che ha detto. C’è un problema vero sulle carceri però, e questo lo so e non si può rimandare all’infinito. Tra l’altro è del tutto evidente che Berlusconi non finirà in galera. Sottolineo di nuovo però, perché questo è il punto, che più della metà dei detanuti in galera è prodotta dalle leggi sopra citate, e se continua così parleremo all’infinito dell’emergenza-carceri».

Ma ora si perde la patente per un bicchiere di vino e per una canna non succederà niente? Non le sembra un paradosso?

«Le norme sulla guida che riguardano gli alcolici le considero troppo pesanti. I limiti che hanno fissato non c’entrano niente con l’ubriachezza. Detto questo il punto su cui la Fini-Giovanardi riempie le galere non è questo. E’ chiaro che se uno guida non in possesso delle facoltà mentali va sanzionato, al di là di quale sia la sostanza utilizzata. Ma non si può criminalizzare una generazione come sta succedendo. Il problema vero è il mercato nero, e con queste leggi, prolifera: così stiamo mantenendo la mafia e ‘ndrangheta».

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