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Legge di stabilità, lo sciopero per i confederali è un oggetto misterioso. Fiom più determinata
L’Europa la considera ancora una “bozza”, così come i sindacati che sperano in qualche cambiamento e sono tutti indaffarati a lanciare i soliti anatemi privi di atti concreti. Oltre al Governo, che ha diramato un comunicato riassuntivo e molto tecnico delle misure, a darla per “cosa fatta” sono i mass media italiani, con titoli che non danno indicazioni precise e nascondono la polvere sotto il tappeto. Quasi nessuno parla di tasse camuffate, ovviamente. E anche il mini-taglio di 10 euro al mese nel costo del lavoro passa come "più soldi in busta paga". Senza parlare del ridicolo provvedimento sull’indennità di accompagnamento che diventa proporzionale al reddito.

I tanti se e i tanti ma sullo sciopero di Cgil, Cisl e Uil
Per l’occasione il segretario della Cgil Susanna Camusso, ormai a corto di minacce credibili – la parola sciopero l’ha utilizzata ormai chissà quante volte senza mai darle un seguito effettivo - tira fuori una nuova definizione: «Forme utili per sostenere la nostra piattaforma». Nostra di chi? Quella firmata a Genova con Confindustria e che Letta ha tanto gradito? Vabbé, ma insomma senza andare troppo per il sottile, l’occasione di «cambiare la legge di stabilità» è la priorità della Cgil, dice Camusso, che solleva dei dubbi pure sul cuneo fiscale e sulla possibilità che ci possano essere delle limature in sede di confronto con le parti sociali. «E’ stata un'operazione difficilmente comprensibile – ha detto - era meglio vedere i sindacati prima di portare la legge in Parlamento». E poi c’è quel vulnus sulla contrattazione del pubblico impiego che, secondo la Cgil, «mette in discussione il decreto di stabilizzazione dei precari». «Se vogliamo fare una seria politica fiscale - ha spiegato Camusso - bisogna spostare i pesi, ricostruire progressività, con le tasse sulle transazioni finanziarie». «Ci aspettavamo molto di più», afferma invece ai microfoni il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che mette in evidenza come «dopo anni e anni è la prima volta che invece di caricarci di tasse c'è addirittura un segno positivo, un segno meno» in tema di tasse. Il numero uno della Cisl invita l'esecutivo a «tagliare i rami secchi. Bisogna sconfiggere il partito di chi vende e di chi compra con il denaro pubblico per le ruberie, inefficienze e sprechi che ci sono nella pubblica amministrazione. C'è un blocco di potere fatto di parte della politica e di parte dell'impresa che saccheggia la spesa pubblica». Ovviamente non c’è alcun riferimento allo sciopero.La Uil ci penserà nei prossimi giorni.

Fiom più determinata
Ben altro il tenore delle dichiarazioni del segretario generale della Fiom Maurizio Landini che promette un incontro di Fiom, Fim e Uilm lunedì prossimo «per arrivare ad uno sciopero generale dei metalmeccanici, non solo per il lavoro e per una diversa politica industriale, ma anche per cambiare una legge di stabilità totalmente inadeguata». Non a caso questa presa di posizione si è tirata dietro subito le critiche di Fim e Uilm.

Federconsumatori calcola le ricadute della Trise
Secondo le stime dell'O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori - le ricadute della Trise, la tassa che sostituisce Imu e Tares, per una famiglia di 3 persone, che vive in un appartamento di 100 metri quadri in un'area urbana, saranno pari a: 229 euro per i rifiuti urbani (Tari, di cui 11,50 euro per il tributo Provinciale Ambientale), 116 euro per i servizi indivisibili (Tasi). Per un totale di 345 euro annui a famiglia.
Ma vi è una differenza sostanziale che rende tale tributo inaccettabile: mentre prima diverse famiglie, grazie alle detrazioni sulla prima casa, non pagavano l'Imu, ora tutti pagheranno la nuova Trise. Persino gli inquilini, esenti dal pagamento Imu, dovranno versare la Tari e quota della Tasi. Se a tale misura si somma la mancata rivalutazione per le pensioni sopra i 3.000 Euro ed il blocco degli stipendi degli statali fino al 2018, questa manovra appare in tutta la sua negatività. Inoltre, si aggira ancora minaccioso lo spettro dell'Imu, che formalmente non è stata cancellata. «Siamo estremamente preoccupati dalla portata depressiva che le misure introdotte dalla legge di Stabilità avranno sul sistema economico italiano, già gravemente compromesso dalla crisi», dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Sanità? Il redde rationem è solo rimandato
La sanità? La sensazione è che l’attacco alle prestazioni sanitarie sia solo rinviato. Il sindacato dei medici Cimo, spiega come senza una vera riforma i tagli sono sempre in agguato «perché se non si cambiano le norme, il Ssn continuerà a sprecare risorse, diminuendo e peggiorando i servizi e le prestazioni erogate ai cittadini. Occorre una riforma vera – dice il Cimo - che consenta di mantenere un servizio universalistico, limiti l'ingerenza della politica locale e affidi la governance ai professionisti. Se continueremo a far gestire la salute da economisti e statistici, senza l'apporto dei clinici - sostiene il sindacato - il fallimento del Ssn sarà inevitabile. Ci auguriamo cheil ministro Lorenzin possa e voglia ascoltarci».

Unione inquilini: "Positiva la graduazione degli sfratti"
L’Unione inquilini valuta, infine, positivamente la possibilità per i Prefetti di intervenire per la graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica sugli sfratti. «Non siamo ancora al passaggio da casa a casa, che è il nostro obiettivo – dichiara l’Unione inquilini - ma la campagna 'sfratti zero' coglie un primo risultato importante».
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