Martedì 25 Febbraio 2020 - Ultimo aggiornamento 12:00
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Paolo Ferrero: "Rompere il modello della comunicazione asservita ai poteri forti"
Il modo in cui i giornali trattano la manifestazione di ieri è vergognosa, parlando quasi solo degli scontri. Non è solo cattivo giornalismo ma è un fatto sistemico: la politica nel bipolarismo viene ridotta a rappresentazione teatrale, a discussione infinita in cui i toni urlati del confronto coprono una tendenziale coincidenza di posizioni. Parallelamente la questione sociale viene ridotta a questione di ordine pubblico: fa notizia solo se spettacolarizzata con lo scontro o con i suicidi. La costruzione di un movimento politico di massa contro le politiche di austerità e la costruzione di una sinistra anticapitalista passano anche per la rottura di questo modello di comunicazione, che è totalmente funzionale al dominio dei poteri forti.
La notizia vera della manifestazione di ieri pomeriggio a cui ho partecipato con i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista, non sono gli scontri – del tutto marginali e messi in atto da poche decine di persone – ma la grande partecipazione. Oltre 50.000 persone, in larga parte giovani, esponenti di realtà di lotta, occupanti di case, hanno dato vita ad un corteo contro le politiche di austerità italiane ed europee. Il governo non può nascondersi dietro qualche cassonetto bruciato e una vetrina sfondata: deve rispondere alla richiesta di abbandonare le politiche di austerità e dare risposte ad una generazione a cui non viene proposto nulla di nulla.
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