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Alfano contestato alla cerimonia per le vittime di Lampedusa: "Assassini!"

«Assassini, basta con la Bossi-Fini». Se li merita tutte, il ministro Alfano, le urla e le proteste della folla alla cerimonia per le 366 vittime del tragico naufragio di Lampedusa. Talmente dura è stata la contestazione che il vicepremier è stato costretto a lasciare il molo, dove erano le autorità, scortato dalla sicurezza.
Sul molo era stato allestito un palco, dal quale l’arcivescovo di Catania, monsignor Gristina, ha celebrato la messa, alla quale hanno assistito i familiari delle vittime del naufragio del 3 ottobre, oltre ai rappresenti della comunità eritrea e copta. Al loro arrivo hanno intonato canti funebri in ricordo delle vittime ed esibito alcuni cartelloni in cui denunciano la mancata presenza dei sopravvissuti al naufragio, costretti a rimanere nel centro di accoglienza di Lampedusa: sono accusati del reato di clandestinità, proprio in base a quella legge barbara che Alfano non intende abolire). Alla cerimonia erano presnti anche il ministro Mauro e il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge.
Sulla banchina c'erano centinaia di eritrei giunti da ogni parte d’Italia e d’Europa. «Siamo arrivati con tre pullman da Roma e tre da Milano. Ma sono arrivati altri nostri fratelli, varie comunità eritree, da tutto il mondo. Non conoscevamo le vittime, ma sono le nostre vittime», e quanto avvenuto «ci tocca anche se non siamo familiari. Vorremmo avvicinarci ai ministri per chiedere perché non ci sono i sopravvissuti. Il ministro degli interni ha detto che chi è morto ha automaticamente la cittadinanza. E chi è vivo che cos’ha?».
Assenti invece il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, che nelle stesse ore incontrava nella capitale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e il primo cittadino di Agrigento, Marco Zambuto, che ha definito la cerimonia una «passerella per i politici» e «una farsa di Stato”. Nicolini a sua volta ha parlato da Roma di «luci e ombre» nella gestione del tragico naufragio, e ha proposto che il 3 ottobre sia «la giornata della memoria per tutti gli immigrati morti attraversando il Mediterraneo».

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