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Esule cileno risarcito per le torture subite durante la dittatura di Pinochet
Un esule cileno torturato durante la dittatura di Augusto Pinochet ha vinto la battaglia legale per il risarcimento da parte dello Stato cileno. Leopoldo Garcia Lucero, 80 anni, socialista, attualmente residente nel Regno Unito, aveva chiesto un risarcimento per danni morali alla Corte Interamericana dei Diritti Umani, con sede in Costa Rica, sostenendo che lo Stato cileno e' stato responsabile di averlo costretto all'esilio nel 1975 e degli enormi problemi fisici sopportati. E i giudici, primo caso, gli hanno dato ragione.
Detenuto per oltre un anno e mezzo e torturato, l'uomo e' rimasto disabile a causa di gravi lesioni spinali. "Sono vivo, ma ci si sente come un morto vivente", ha detto alla Bbc, ricordando che il momento peggiore e' stato quando i soldati minacciarono di sparare a sua figlia di sei anni e di ucciderlo. A Garcia, che e' stato tenuto prigioniero nel campo di concentramento di Chacabuco, nel deserto di Atacama, mancano i denti davanti, ed ha bisogno di un apparecchio acustico per sentire e sul volto ha ancora la cicatrice di quando e' stato colpito con il calcio del fucile. L'uomo, che nel 1975 venne espulso dal Paese con un decreto ministeriale e da allora vive in Gran Bretagna, prova anche dolori costanti per tutte le percosse che ha dovuto sopportare. Alla Bbc ha poi raccontato che la sua pensione cilena - cui ha avuto accesso dopo avere perso il lavoro durante la dittatura - non era sufficiente per soddisfare le sue esigenze mentre era in esilio e la sua famiglia non ha beneficiato delle agevolazioni sanitarie e per l'istruzione, disponibili per le vittime di tortura che vivono in Cile.

E' la prima volta che un tribunale si pronuncia sul caso di un sopravvissuto alle terribili violazioni dei diritti umani commesse all'epoca di Pinochet (1973-1989). Secondo gli avvocati, questo potrebbe avere delle implicazioni per i tanti altri cileni che sono fuggiti dalla dittatura del generale. La Corte Interamericana dei Diritti Umani, si legge in un comunicato in merito alla sentenza, ha riscontrato un ritardo eccessivo di oltre 16 anni nelle indagini delle autorita' cilene sul caso Garcia, sostenendo che questo rappresenta una violazione dei suoi diritti. Il tribunale ha quindi ordinato, oltre al risarcimento per danni morali, che le indagini vengano concluse in tempi ragionevoli.
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