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Pd Roma, se il congresso nei circoli si fa a colpi di accuse sessiste e omofobe
Nel Pd di Roma, ormai, il congresso si fa con tutto ciò che è a portata di mano. Pochi giorni fa sono volate le sedie in un paio di circoli, ed ora siamo alle ingiurie omofobe e sessiste. Non è la solita “diceria” o un momento di distrazione. E’ tutto vero e documentato, sia sui social network, teatro dei peggiori epitteti contro gli omosessuali e le donne, sia nei comunicati ufficiali. La candidata del circolo di Casalbertone Carlotta Paoluzzi parla di "clima insostenibile".

"Offese insopportabili"
A causare la gazzarra sono stati i sostenitori di Lionello Cosentino, che finirà al ballottaggio con Giuntella, “contro ragazzi omosessuali iscritti al circolo e contro le donne solo perche' elette in Parlamento".Giuntella, dal canto suo, ha parlato di "offese omofobe insopportabili", mentre Cosentino ha replicato dicendo di "non essere a conoscenza dell'episodio". "Laddove i fatti fossero accaduti come riportati - ha sottolineato - esprimerei la mia piu' piena solidarieta' alle persone offese, auspicando che questo congresso possa trovare la sua conclusione in un clima sereno ed unitario". Insomma, Cosentino usa il fair play ma vuole che i fatti siano accertati. La macchia rimane comunque.

Malcontento per le regole e per le truppe cammellate
L’augurio al momento, sembra destinato a restare lettera morta. Anche perché nei circoli e tra i tesserati di lungo corso del partito continua a crescere il malcontento per il regolamento che consente a chiunque di potersi iscrivere e votare anche con i seggi ancora aperti. Un norma che in questi giorni ha fatto discutere molto a causa delle cosiddette "truppe cammellate" di neo-iscritti che si sono presentate alle urne all'ultimo minuto. In alcuni casi, come a Vigne Nuove, a Trastevere o al circolo dei lavoratori Cotral, si e' addirittura sfiorata la rissa. Cosentino, intanto, si aggiudica il primo round con il 45% delle preferenze, ma dovra' faticare ancora per poter essere proclamato segretario durante le votazioni di sabato, quando, al ballottaggio, sfidera' il giovane Tommaso Giuntella, che ha portato a casa circa 2.000 voti, pari al 36%.

L'ago della bilancia è un renziano
Ago della bilancia sara', inevitabilmente, Tobia Zevi che conquista un 15% determinante per l'elezione del nuovo segretario. Il renziano, pero', smentisce accordi con questo o l'altro candidato sostenendo che "l'impegno e' rivolto completamente ai rimanenti congressi di circolo". Alla luce, pero', del programma, delle idee proposte, ma anche dell'eta' anagrafica, appare piu' probabile un'alleanza con Giuntella che con Cosentino. "Con Tobia abbiamo parlato molto in questi giorni e spesso ci e' capitato di esporre stesse idee e progetti – dice Giuntella -. Sabato mi aspetto che le sue preferenze possano riversarsi su di me", nonostante i vertici del partito siano piu' favorevoli ad una confluenza di voti verso un unico candidato per evitare l'ennesima frattura del Pd. Insomma, la corsa alla segreteria e' tutt'altro che chiusa, considerando che il restante 5% e' nelle mani di Lucia Zabatta, dell'area di Civati, candidata battagliera che, per prima, ha sollevato il problema dei "tesseramenti gonfiati".

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