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Roma, il Campidoglio approva il bilancio ed evita il commissariamento
Roma evita il default e quindi il commissariamento. Dopo una maratona durata poco piu' di due settimane il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione del 2013. Gran parte dell'opposizione di centrodestra - Ncd, Forza Italia e l'ex sindaco Gianni Alemanno - annuncia però di aver presentato un ricorso al Tar e denuncia "una montagna di irregolarita' alta come l'Everest".
L’ok alla manovra di 6,5 miliardi di euro e' arrivato con largo anticipo sulla proroga concessa dal prefetto dopo il fallimento del primo step lo scorso 3 dicembre. E’ stata approvata con 29 voti favorevoli, 16 contrari e un astenuto. "Dopo oltre un anno Roma ha il suo bilancio di previsione - commenta il sindaco di Roma Ignazio Marino - Da oggi possiamo finalmente programmare le scelte future di questa citta'". L'approvazione era prevista in nottata ma la votazione e' stata 'accelerata' dall'assenza di tutti gli esponenti del Movimento 5 Stelle durante la discussione degli emendamenti da loro presentati. La loro assenza ne ha causato la decadenza. La svolta è arrivata con il maxi-emendamento che ha fatto 'decadere' tutti gli emendamenti presentati in consiglio comunale dalle opposizioni, circa 38mila. Il maxi-emendamento ha raccolto raccoglie modifiche alla manovra attraverso alcuni spostamenti di capitoli di spesa: vengono dati 50mila euro per ogni Municipio, da destinarsi esclusivamente alla manutenzione stradale, centomila alla Protezione Civile e altri 100mila alla manutenzione di alberi e verde. Per un totale di quasi un milione di euro. Dal Campidoglio fanno sapere che tutti i soldi sono vincolati ad opere di messa in sicurezza e quindi si esclude che nel maxi-emendamento possa essere stata inserita la 'manovrina d'aula', denunciata negli scorsi giorni dal consigliere comunale radicale Riccardo Magi (Lista Marino) che ha parlato della possibilita' di un accordo per chiudere il bilancio tra maggioranza e opposizione che prevedeva 'oboli' ai consiglieri.
La richiesta formale della destra al Tar e' di sospendere prima e poi annullare in sede di giudizio di merito (e' chiesto anche un intervento immediato e urgente del Tar in composizione monocratica) la convocazione dell'Assemblea per la votazione e l'approvazione delle delibere propedeutiche all'approvazione del Bilancio, la dichiarazione di inammissibilita' di tanti emendamenti, nonche' la proroga di venti giorni concessa dal Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro per l'approvazione della manovra.
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