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La grande truffa del voto utile

Cerchiamo di riepilogare razionalmente la questione del cosiddetto “voto utile”: alla base di tutto c’è una legge elettorale vergognosa (il “porcellum”) che prevede sia un “premio” di seggi per chi arriva primo sia una soglia di sbarramento al di sotto della quale milioni di voti espressi sono condannati a restare senza rappresentanza. Il Pd si è guardato bene dal modificare questa legge-porcata perché pensava che gli convenisse, dato chela coalizione di Bersani è destinata a godere del premio di maggioranza in quanto di gran lunga prima rispetto al bollito Berlusconi. Così, quando Ingroia tentò di proporre un’alleanza al Pd, Bersani neppure gli rispose al telefono. In realtà il Pd e Sel l’alleanza l’avevano già decisa e scritta a chiare lettere nella loro “Carta di intenti”, e non era l’alleanza non con la sinistra democratica ma con Monti e con Casini. Cito testualmente dalla “Carta di intenti” (sottoscritta con la propria firma da Bersani, Vendola, Nencini e Tabacci): “La prossima maggioranza dovrà avere ben chiara questa bussola: nulla senza l’Europa (...)” (ci si riferisce qui anche all’impegno di rispettare tutti i patti sottoscritti da Berlusconi e da Monti con l’Europa, compreso il folle fiscal compact). Prosegue la “Carta” di Bersani (e Vendola): “Qui vive la ragione più profonda che ci spinge a cercare un terreno di collaborazione con il centro liberale. I democratici e i progressisti si impegnano a promuovere un accordo di legislatura con queste forze” (sottolineatura nostra, NdR). Bersani ha chiarito ulteriormente che farà la maggioranza con Monti sia se il centrosinistra prenderà il 49% sia se prenderà il 51%. Più chiari di così si muore: Bersani (e Vendola) si sono impegnati a fare un Governo, anzi un Governo di legislatura!, con Monti e Casini, e dunque con Montezemolo, Caltagirone e Marchionne, e con Riccardi e il Vaticano, e con Fini etc. Ora però, agitando la spauracchio di Berlusconi (che resta comunque dieci punti sotto Bersani in tutti i sondaggi), il Pd ha scatenato una campagna forsennata per invitare la sinistra e “Rivoluzione Civile” a suicidarsi, cioè a dare un “voto utile” al Pd per non far vincere Berlusconi. E questo richiamo (stavo per scrivere: questo ricatto) può avere ancora qualche eco nell’elettorato popolare del Pd, il quale votando per una limpida lista nuova e unitaria a sinistra del Pd e di Monti, cioè per “Rivoluzione Civile”, avrebbe finalmente l’occasione di punire il Pd per i suoi colpevoli cedimenti (questo elettorato popolare non dimentica che Bersani ha votato tutte le peggiori leggi di Monti, e sempre assieme a Berlusconi).

Domandiamoci: ha qualche fondamento questo ricatto del cosidetto “voto utile” per il Pd? Io penso che non abbia nessun fondamento né tecnico-elettorale né storico né – soprattutto - politico.

Dal punto di vista della tecnica elettorale: se - Dio non voglia! - la lista di “Rivoluzione Civile” mancasse il quorum, le decine di seggi che ad essa sarebbero spettati finirebbero per dividersi fra le altre forze, e nessuno può sapere se se ne gioverebbe di più il Pd o Grillo o Monti o la destra eversiva e fascista della Lega e di Berlusconi.

Il voto veramente utile è dunque quello che aiuta a garantire l’elezione di un bel gruppo di deputati e di senatori a sinistra del futuro Governo Bersani-Monti, e ogni voto è utile, anzi necessario, per superare lo sbarramento. Anche agli elettori di sinistra del Pd (certo ve ne sono) converrebbe certo di più avere in Parlamento una forza politica di sinistra in grado di offrire un’alternativa alla maggioranza con Monti piuttosto che qualche mezzo punto di percentuale in più per il proprio Partito.

Dal punto di vista storico: nessuno può dimenticare che l’argomento del “voto utile” servì nel 2008 a Veltroni per conseguire il doppio bel risultato di perdere con Berlusconi e – al tempo stesso – di far sparire la sinistra dal Parlamento (noi romani potremmo aggiungere anche un terzo bel risultato veltroniano: consegnare Roma ad Alemanno e ai fascisti). Tanti bravi compagni, convinti di dare un “voto utile”, votarono nel 2008 per le liste del Pd, eleggendo col loro voto candidati del Pd come Rutelli e la Lanzillotta, come il prof. Ichino (il nemico giurato dello Statuto dei lavoratori) e come Calearo. Ricordate chi era costui? Un industrialotto veneto, capo della locale Confindustria, che il Pd candidò come suo capolista e che finì per schierarsi con Berlusconi. Anche in queste elezioni il Pd candida (per esempio) il direttore generale della Confindustria Giampaolo Galli e il cislino Giorgio Santini, il numero due di Bonanni, che ha sempre appoggiato le peggiori politiche antisindacali di Berlusconi, di Marchionne e di Monti. È stato utile votare per Calearo?

Ed oggi sarebbe utile votare per gente come questa?

Dal punto di vista politico: sappiamo tutti (e lo sa anche Bersani) che Berlusconi non può vincere e non vincerà, perché non è possibile neanche per Vanna Marchi (il vero modello di Berlusconi) truffare per due volte le stesse persone; e non cambierà poi molto se nella futura maggioranza Bersani-Monti-Casini-Vendola il Pd e Sel avranno un punto in più o uno in meno.

Quello che invece davvero può cambiare tutto è invece un’affermazione di “Rivoluzione Civile” che mandi in Parlamento candidati come Ingroia e come l’operaio Fiat De Luca, come la Stramaccioni di “Libera”, come il figlio di Pio La Torre e come Ilaria Cucchi a battersi per il lavoro e contro il precariato; per l’art.18 e i “beni comuni” (a cominciare dall’acqua); per una patrimoniale sulle grandi ricchezze che abolisca l’IMU sulla prima casa, ridia soldi ai pensionati e finanzi la scuola e la sanità pubblica; per la pace (basta con la partecipazione dei soldati italiani alle guerre!); per risparmiare miliardi dalla lotta alla corruzione e all’evasione, contro le mafie e le massonerie (vedi lo scandalo del MPS); per il taglio dei costi della politica e delle armi, per dire no ai miliardi spesi per gli aerei F35, che Monti, Pd e Berlusconi hanno votato insieme, come hanno votato insieme l’IMU sulla prima casa e la soppressione dell’art. 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori: non lo dimentichiamo!.

Per questo il voto per la “Rivoluzione Civile” è il solo voto veramente utile, anzi necessario.

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