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Ingroia a Controlacrisi: "Il voto utile è per l’elettore e non per l’eletto"

Intervista al candidato leader di Rivoluzione civile Antonio Ingroia

Un primo bilancio di questo giro elettorale che lo ha portato a contatto con la società civile.

E’ stato un tour per l’Italia davvero confortante perché ci dice che l’Italia ha risposto. Sono tornato dal Guatemala alla fine dell’anno scorso facendo un appello, dicendo ‘io sono qui’, disponibile con un atto di responsabilità e con spirito di servizio per attivare un processo virtuoso di un nuovo protagonismo politico dei cittadini e delle cittadine che si sono impegnati nella società in tutti questi anni. E debbo dire che la risposta è stata quella che auspicavo ma non mi aspettavo così robusta. Dal profondo Sud al profondo Nord, ho incontrato decine di migliaia di italiani e di italiane che hanno sempre mostrato grande voglia di ascoltare la mia proposta politica ma anche e soprattutto una grande voglia di partecipare in prima persona e contribure a questo grande progetto politico di Rivoluzione civile, che è il progetto non mio ma il progetto di cittadini onesti che vogliono cambiare l’Italia. Questo è di conforto, e di conferma della bontà della mia scelta originaria. Aggiungerei che è stato anche entusiasmante. Entusiasmante, perché vedi che un movimento neonato viene accolto con tanta partecipazione e tanto entusiasmo che cresce. Quasi ad ogni incontro i partecipanti non sono riusciti ad entrare tutti nella sala. Un vero successo nei numeri, ma anche nella qualità, perché mi hanno sempre seguito con grande attenzione. Tutto questo mi carica e mi fa dimenticare le fatiche di una campagna elettorale certamente molto impegnativa.

Il Pd sembra aver fatto dello slogan del voto utile la sua trincea.

Il Pd si sta regolando per quello che è, un partito che non ha saputo rinnovarsi, che parla un linguaggio vecchio e lontano da quello che i cittadini si aspettano. I cittadini hanno problemi gravi e hanno bisogno di soluzioni ai problemi, mentre invece il partito democratico li sta bombardando con lo slogan ingannevole del voto utile. Che vogliono far apparire utile solo se dato al Pd. I cittadini devono sapere che il voto è un’arma potentissima di cambiamento, di cui i partiti tradizionali hanno paura. Mai come in queste elezioni è un’arma potente nelle mani dell’elettore. Il voto deve essere utile per l’elettore e non per l’eletto.

I primi tre provvedimenti che lei prenderebbe se fosse eletto presidente del Consiglio?

C’è un po’ l’imbarazzo della scelta, perché l’Italia è un paese a testa in giù. E per raddrizzarlo di misure ne servirebbero tante. L’agenda è fitta di impegni che abbiamo preso nell’ambito di un programma dettagliatissimo. E invito tutti ad andarlo a leggere. Il tema della libertà dell’informazione è fondamentale e così abbiamo messo la legge sul conflitto di interessi tra le nostre priorità, dopo di che dobbiamo colpire questa casta di corrotti impuniti e per questo abbiamo proposto di togliere le leggi ad personam, e di reintrodurre il falso in bilancio; poi una legge contro i corrotti e una per la confisca del patrimonio proveniente da attività illecite. E con le risorse ottenute rilanciare l’economia della legalità e risolvere il problema del lavoro: dal reddito minimo garantito al riequilibrio del carico fiscale su pensioni e stipendi. Ciò si persegue anche con una robusta patrimoniale sui patrimoni dei super ricchi. Infine, taglio alle spese militari e cancellazione della spesa per gli F35; da qui risorse per la scuola e la sanità pubblica.

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