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Ue, il Parlamento approva anche il Two-Pack: il bilancio degli stati membri è "cosa loro"
Con una fortissima maggioranza (oltre 500 voti a favore), la plenaria del Parlamento europeo ha approvato, oggi a Strasburgo, il pacchetto di due regolamenti ('Two-pack') sulla 'governance' finanziaria dell'Eurozona, che completano il quadro legislativo già stabilito con il 'Six-pack', entrato in vigore l'anno scorso e alla sorveglianza multilaterale sui bilanci degli Stati membri e alle sanzioni per quelli che non rispettano gli impegni presi con la Commissione e i paesi partner, nell'ambito del Patto di stabilità.

Il primo regolamento del 'Two-pack', approvato con 528 voti contro 81 e 71 astensioni, prevede la presentazione a Bruxelles dei progetti nazionali di bilancio (le leggi finanziarie) entro il 15 ottobre ogni anno, per dar modo alla Commissione europea di valutarli preventivamente e, se necessario, presentare un parere o chiedere che siano modificati. Il nuovo regolamento rafforza anche il processo del cosiddetto 'Semestre europeo', con chiare regole sul modo in cui saranno applicate le raccomandazioni specifiche per ogni Stato membro, approvate in primavera, sulle riforme economiche da realizzare. Queste norme si applicheranno a partire dall'ottobre prossimo, per i bilanci del 2014. Il secondo regolamento del 'Two-pack' adottato con 526 voti a favore, 86 contrari e 66 astensioni, riguarda l'applicazione delle norme sulla sorveglianza finanziaria multilaterale ai paesi dell'Eurozona in difficoltà. Gli stati membri interessati possono essere: 1) quelli con severi problemi di stabilità finanziaria (deficit e debito pubblici fuori linea, attacchi della speculazione etc.); 2) quelli sottoposti ai programmi della 'troika' Ue/Bce/Fmi in cambio degli aiuti dei Fondi di salvataggio Efsf/Esm (oggi Grecia, Irlanda, Portogallo, e, seppure solo per la ricapitalizzazione delle banche, anche Spagna); 3) i paesi che siano nella delicata e ancora vulnerabile fase di uscita dai programmi di assistenza finanziaria (il primo dovrebbe essere l'Irlanda).

Grazie agli emendamenti del Parlamento europeo, il testo prevede anche meccanismi, molto fragili per la verità, per evitare che la potenziale ripresa economica sia annichilita delle politiche di austerità imposte in cambio degli aiuti del cosiddetti fondi salva-Stati.

Inoltre, l'Europarlamento ha ottenuto dalla Commissione europea, in cambio dell'approvazione del 'Two-pack', l'impegno a creare un 'gruppo di saggi' che emetterà un parere sulla fattibilità di un sistema di eurobond, e in particolare di un 'Fondo di ammortamento' ('Redemption fund') per gli Stati membri con debito pubblico oltre il 60% rispetto al Pil. Una condizione che la Germania ha cercato di ostacolare in tutti i modi, e che comunque appare per ora alquanto inoffensiva, anche se la Commissione si è impegnata ad "agire in modo appropriato sulla base delle conclusioni" del rapporto del saggi.

Come ha spiegato il capogruppo liberaldemocratico, Guy Verhofdtadt, "questo sarebbe l'unico modo per abbassare i tassi d'interesse suoi titoli di debito pubblico per Spagna e Italia e altri paesi membri" che oggi pagano rendimenti troppo alti. "L'Italia, ad esempio, ha duemila miliardi di euro di debito: se pagasse anche solo un punto percentuale in meno di interessi avrebbe a disposizione 20 miliardi all'anno, da investire nell'economia, in iniziative di crescita. Sarebbe una bolla di ossigeno per ogni paese oggi sotto il peso della crisi", ha concluso l'ex premier belga.

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