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Fassino e l'idrovora sanità
L’idrovora sanità

Lettera aperta alle consigliere e consiglieri comunali di Torino,

Con sconcerto leggo sui quotidiani l' affermazione del Sindaco Fassino secondo il quale la sanità sarebbe o starebbe diventando un’idrovora. Che la spesa sanitaria, nonostante i tagli della spending review, costuisca una voce importante nel bilancio dello Stato è un dato, come lo è il fatto che la percentuale di PIL consumata dalla sanità italiana sia inferiore alla media europea e la sopravvivenza e la durata di vita siano tra le più favorevoli al mondo.

Per questo tutte le Regioni, a cominciare dai Presidenti Errani e Rossi del PD come Fassino, richiedono certezze e incrementi sul fondo sanitario nazionale. Sconcerta ancor di più se si considerano i rapporti, non da oggi, tra la città di Torino e la Regione Piemonte.

Le Asl di Torino ricevono da tempo una quota di riparto del fondo sanitario regionale più favorevole, in virtù delle evidenti e specifiche concentrazioni nel contesto urbano di patologie e disagio sociale, come ci ha sempre ricordato il prof. Costa, epidemiologo. Alcuni esempi: tutti sappiamo che nelle patologie psichiatriche e delle dipendenze i percorsi delle persone sono fortemente integrati tra protocolli clinici e percorsi sociali. Per questo con una programmazione fin dagli anni ‘80 chiamata non casualmente "progetto Torino" alla sanità competono, caso pressoché unico in Italia, anche gli inserimenti abitativi e lavorativi di quei pazienti.

Cosa accadrebbe se l'idrovora sanità consegnasse al Comune di Torino l'onere degli interventi sociali per queste persone? Il caso più eclatante è, nell'area sociosanitaria, quello degli anziani non autosufficienti e dei disabili per la cui tutela a domicilio o in residenza giustamente i servizi sociali di Torino invocano la responsabilità della sanità: l'idrovora non riesce ancora a garantire il diritto alle cure di queste persone e le liste di attesa particolarmente torinesi lo dimostrano. E ancora la giunta Chiamparino decise di dismettere la gestione delle Rsa IRV e Carlo Alberto e di non subentrare nella gestione dell'Ipab Opera Pia Lotteri: fu l'idrovora sanità a garantire la continuità dell'assistenza a quei malati.

Con piacere avevo registrato la difesa del sindaco Fassino a favore dell'ospedale Valdese, nonostante in Regione anche dal suo partito emergessero aperture sulla riduzione dei presidi torinesi: non voglio pensare che quelli fossero i tempi delle primarie del PD e della vigilia delle elezioni nazionali. Credo che l' assessore Tisi possa aggiornare il Sindaco sulla necessità di conservare la spesa sanitaria per il benessere dei torinesi. Non faccia il sindaco di Torino lo stesso errore compiuto da qualche rappresentante della cooperazione sociale, quando due anni fa circa diede l'assenso al piano sanitario di Cota, con l'auspicio della riduzione della spesa sanitaria a favore delle altre politiche dei servizi. A distanza di due anni li abbiamo rivisti in piazza a rivendicare dalla sanità i pagamenti dei servizi resi in ambito sociosanitario. Non vorrei vedere da qui a qualche mese il Sindaco di Torino nella stessa situazione.

Eleonora Artesio

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