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Revelli e la sua pessima caricatura politica
  Poiché tutta una serie di compagni/e mi hanno chiesto di dire qualcosa a proposito dell’articolo di Marco Revelli apparso domenica su “il Manifesto” a commento della bella manifestazione notav in Val di Susa lo faccio in poche battute. Innanzitutto cosa dice l’articolo in questione? Tra le altre cose:“…l’assenza di bandiere a cinque stelle parla di una notevole intelligenza politica dei cosiddetti “grillini” i quali evidentemente hanno capito che un movimento…non lo si rappresenta…marchiandolo con i propri simboli…al contrario degli estremi residui delle formazioni veterocomuniste, fastidiosamente chiusi nelle loro bandiere come una corazza medievale, testimonianza di una testarda volontà di non capire”. La polemica, in tutta evidenza, è rivolta contro Rifondazione Comunista presente in forze con le proprie bandiere unitamente a quelle notav. Credo che in questa polemica Revelli abbia esso stesso capito poco. Intanto se si ha un’idea plurale delle culture politiche e di movimento bisognerebbe avere rispetto dei colori e delle appartenenze soprattutto quando queste afferiscono a medesimi obiettivi di lotta e di movimento. E poi non si può far finta di non vedere che i cosiddetti “grillini” non hanno bisogno di bandiere, la loro rappresentazione è ampiamente garantita da un sistema d’informazione a senso unico. Così non è certo per Rifondazione Comunista (per favore lasciamo stare il termine sprezzante di “vetero”) peraltro da sempre presente e attiva nella lotta contro il Tav e rispettosa dell’autonomia del movimento. Io penso che la democrazia oggi si difenda o si riconquista anche rigettando espressioni d’intolleranza culturale per le diversità. Quella di Revelli mi sembra essere stata una pessima caricatura politica.  

*Prc Torino 
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