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Alemanno rinnova il Cda di Acea e mette a punto la macchina elettorale. Compensi da favola per il futuro Ad
Nel 2009 il titolo Acea valeva 10 euro, oggi 4,4 euro con un calo del 56%. L’utile netto e’ passato dai 186,3 milioni di euro del 2008 ai 77,4 milioni del 2012 in riduzione del 58%. A fronte di cio’ l’indebitamento e’ aumentato del 53%. Da quando e’ stato nominato direttore generale Paolo Gallo, il titolo ha perso il 45% rispetto al -25% dell’indice generale, l’utile e’ sceso del 16%, l’indebitamento e’ aumentato del 13%. Non solo, il direttore, Giancarlo Cremonesi, potrebbe arrivare a guadagnare due o tre volte lo stipendio di Barack Obama.
Il rinnovo dei vertici di Acea oggi avrebbe dovuto essere presenziato da un 'plotone di esecuzione'. E invece si è trattato del solito teatrino messo in piedi dal sindaco Gianni Alemanno a pochi giorni dalla tornata elettorale che lo vede concorrere come candidato sindaco. Insomma, il “pugliese” lavora per rodare la macchina elettorale costruendo le linee giuste per vincere. Ah, non bisogna dimenticare che Paolo Gallo diventerà con molta probabilità il presidente del Cda. E’ il gruppo di comando della privatizzazione, tanto per intenderci. Quella privatizzazione che Alemanno non è riuscito a portare a termine. In ballo, poi, ci sono anche le buonuscite che saranno pagate agli amministratori nel caso in cui vengano rimossi dalla nuova forza politica post-elezioni.
E’ per questo che a protestare, fuori dalla sede dell’azienda idrica ed elettrica, stamattina, c’erano innanzitutto i lavoratori, insieme ad alcuni rappresentanti dei sindacati, al Coordinamento romano acqua pubblica e qualche esponente del Pd. “La gestione privata ha fallito, Acea e’ sempre piu’ indebitata”, sostiene il Coordinamento, secondo cui “la gestione pubblica consentirebbe, azzerando gli utili, di realizzare gli investimenti necessari, migliorare la qualita’ del servizio e quella del lavoro” e “metterebbe fine all’emorragia” dei dividendi ad azionisti e manager. Il Cda di Acea ha rappresentato una ghiotta occasione per alcuni candidati sindaci, come Marino e Marchini, di fare un po' di vetrina.
La ripubblicizzazione di Acea consentirebbe inoltre di risanare il debito, è stato ribadito. Di fallimento gestionale parla Athos De Luca, vice presidente Commissione ambiente del Consiglio comunale di Roma, secondo cui si assiste alla “totale assenza di qualsiasi strategia aziendale” su rifiuti, fonti rinnovabili, green economy. “Il Pd – ha ricordato De Luca – ha presentato una mozione in Consiglio comunale in cui chiede di lasciare il rinnovo del Cda alla responsabilita’ della nuova amministrazione legittimata dal voto popolare a condurre l’azienda nei prossimi cinque anni”.
“Il tentativo di Alemanno di rinnovare il Cda di Acea, peraltro fuori tempo massimo – sottolinea in una nota Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII – rappresenta un vero e proprio colpo di mano per avvantaggiare quei poteri economici che da sempre sono favorevoli a una privatizzazione di tale bene comune. L’ennesima cambiale in bianco che il sindaco di Roma è costretto a pagare ai poteri forti della città per la sua prossima campagna elettorale. Invece di dare applicazione all’esito del referendum per la ripubblicizzazione di tale importante servizio, come è avvenuto a Napoli, finora la gestione di tale azienda si è caratterizzata solamente per il peggioramento della qualità del servizio agli utenti e delle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti, per il raddoppio del debito e per gli emolumenti da “nababbi” garantiti ai membri del Consiglio di Amministrazione. Basta con le chiacchiere, bisogna ripubblicizzare il servizio, come previsto dall’esito del referendum su l’acqua, cacciando i privati dalla gestione dell’azienda.Questo è quello che ci impegniamo a fare, con l’aiuto di comitati e cittadini, nella prossima consiliatura”.
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