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Alba sostiene Sandro Medici, il bisogno di una sinistra limpida
Una sinistra diretta, semplice nel suo approccio, non legata a gabbie ideologiche e tuttavia intransigente sul tema dei diritti sociali e delle esigenze della popolazione. E’ la sinistra che propone Sandro Medici, candidato sindaco di Roma appunto della sinistra, già direttore de “il manifesto” e presidente del X municipio dal 2001 fino ad ora, dunque per ben tre legislature, dove ha messo in atto un’esperienza di governo assolutamente originale e popolare. Oggi il giornalista, nella sede del comitato civico cittadino della Repubblica Romana, l’organismo creato per sostenere la sua candidatura, ha ricevuto, dopo quello del Prc, del Pdci, di Sinistra critica e del Partito Pirata, il convinto sostegno, e non poteva essere altrimenti, di Alba (Alleanza lavoro beni comuni ambiente), soggetto politico nuovo nato proprio un anno fa con l’intenzione di riaprire un dibattito all’interno di una sinistra in crisi di identità e di rappresentanza. Alla conferenza di via Ostiense 2 erano presenti, oltre allo stesso Medici, Emmanuele Curti, portavoce nazionale di Alba, due candidati consiglieri comunali della Repubblica Romana, Luca D’Innocenti e Monica Pasquino, e i candidati presidenti di municipio Barbara Pettine e Genesio Pino. Per gli esponenti del giovane movimento “la Roma di Sandro Medici sarà una città giusta, bella ed accogliente, mossa da una politica fondata sui diritti, sulla partecipazione e sulla solidarietà. A partire dai movimenti e dalle esperienze di cittadinanza attiva, libererà energie dal basso consegnando a noi cittadine e cittadini gli strumenti per discutere e decidere dei bisogni e delle aspirazioni della nostra città, del nostro territorio e delle nostre vite. Pratiche orizzontali, trasparenti e collettive, sapranno riscattare i saperi e la passione degli individui e della comunità, ampliandone l’esercizio democratico e valorizzandone l’assunzione di responsabilità, in un percorso virtuoso, teso all’auto-rappresentanza che superi meccanismi di delega rivelatisi inaffidabili”. La distanza e gli impegni hanno impedito allo storico Marco Revelli, tra i fondatori di Alba e tra i fautori dell’appello “Cambiare si può”, di essere presente. Lo scrittore ha però lasciato un messaggio che è stato letto nel corso dell’iniziativa. “Mai come oggi appare chiara l’importanza che alle elezioni per il Comune di Roma sia presente una lista come Repubblica Romana. Sandro Medici, con il gruppo di donne e di uomini che fanno parte della sua lista, è l’unica garanzia che il disperato bisogno di pulizia e di discontinuità che sale dalla società trovi rappresentanza in una proposta limpidamente di sinistra. Che il bisogno di partecipazione non sia umiliato o frustrato – ha sottolineato lo studioso – come sta accadendo scandalosamente in questi giorni in Parlamento. Lo testimoniano con la loro storia e con la loro vita. Costituiscono l’opportunità – forse l’ultima –per dimostrare che Roma è lontana da Bisanzio. Non perdiamola. Se non ora quando?”. La sfida di Medici si inserisce, come bene sottolinea Revelli, in un contesto più che mai bisognoso di una sinistra appunto limpida e senza equivoci in un contesto, come quello del Pd romano, caratterizzato da un lato da un’ottima candidatura come quella di Ignazio Marino, e dall’altro da un partito invece commissariato e in una situazione catastrofica non dissimile da quella nazionale, che rischia di vanificare anche la positività insita nella figura del vincitore delle primarie. Potrebbero dunque esserci delle sorprese nel segreto dell’urna ma Medici non ci tiene tanto a sottolineare l’importanza del risultato. Si tratta di un laboratorio, ha detto, destinato ad avere un seguito, comunque vada. E su questo non ci sono dubbi. Di esperienze del genere la sinistra ha un gran bisogno, oggi come domani.
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